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lunedì, ottobre 29, 2007

Nooo !!!



Scomparso ieri GUIDO NICHELI alias "Dogui", uno dei piu' amati caratteristi della commedia all'italiana degli anni '80 e successivi.

Indimeticabili le sue interpretazioni del commendator Zampetti nel serial (a quei tempi chiamati telefilm) "I ragazzi della terza C", il ruolo che gli ha dato fama imperitura, o nel primo, mitico, "Vacanze di Natale", dove pronuncia una serie di battute ormai passate alla storia, riproposte da tutti i giornali e TG come "Milano Via della Spiga - Hotel Cristallo a Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi ... Alboreto si nothing!" .

Queste due citazioni ci permettono di delineare due caratteristiche ricorrenti dei suoi personaggi:
1) il lusso e lo sfarzo, anche se spesso l'interesse per gli oggetti, automobili in particolare, lo porta a trascurare la compagna di turno, ovviamente bellissima, come
Virna Lisi in Sapore di Mare o la Sandrelli in Vacanze di Natale;
2) la prevaricazione nei confronti di dipendenti come Jerry Cala' in Yuppies e Occhio alla Perestroika, collaboratori domestici come Isaac George ne I ragazzi della Terza C, e chi anche solo occasionalmente abbia la sfortuna di servirlo come portieri, commessi, o il barista Massimo Boldi in Ecceziunale veramente.  Il disprezzo si esprime anche tramite espressioni del calibro di - Animale! - Kunta Kinte! - Scendi dalla pianta! ...

Notevole anche il tangentaro Galbusera che, costretto all'esilio in India, si riguarda in videocassetta le partite del Milan in "Anche i commercialisti  hanno un anima".


Inconfondibili il suo accento milanese, il suo abuso di termini inglesi, i suoi -Esatto!! e i suoi -TAAK!! .
Nessuno meglio di lui incarnava sullo shcermo gli eccessi e i tic di certa borghesia lombarda.

Spesso la sua presenza era sufficiente per risollevare le sorti di un film, come nel pessimo "Vita Smeralda" di Jerry Cala', la sua ultima apparizione sul grande schermo.

Curiose le sue prime apparizioni, addirittura doppiate!, come in "Saxofone" di Pozzetto, dove tanto per cambiare ad un esclusivo party a bordo piscina intorta una donna parlandole di viaggi in localita' esotiche o in "Si ringrazia la regione Puglia per averci fornito i milanesi" dove e' il barman del "covo" dei milanesi, non per niente si chiama Ambrogio.

Nella sua carriera anche un film serio, "Scemo di guerra" di Dino Risi .

Ci manchera' tantissimo.
postato da: antropophagus alle ore 14:54 | link | commenti (16)
categorie: cinema, commedia, biografie, guido nicheli
domenica, aprile 15, 2007

Omaggio a un grandissimo



Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio
(15 febbraio 1898 -  15 aprile 1967)


Come sapranno ormai tutti, oggi ricorreva il quarantennale della morte di Totò.
Non vogliamo semplicemente accodarci al coro di coccodrilli. La sua figura ci pare emblematica di un certo modo di intendere il cinema.
 

UN MARTIRE DEL CINEMA DI GENERE.

Infatti per quasi tutta la sua vita e' stato disprezzato dalla critica: i suoi film, che sfornava al ritmo di anche 12 all'anno, erano chiamati "totoate", ma lui non se ne curava.
Anzi raccontava LUCIO FULCI, assistente del mitico STENO (alias Stefano Vanzina, che ormai dovreste sapere essere padre dei micidiali fratelli), uno dei registi col quale il Principe della risata lavorava e amava lavorare piu' spesso, che Totò si divertisse molto a leggere le stroncature del giorno dopo l'uscita.
La rivalutazione arrivò, sul finire dalla vita e della carriera, dopo l'interpretazione di due film di PASOLINI (un altro dei nostri autori preferiti,  che si conferma un genio per essere riuscito a far intrepretare parti frammatiche al piu' grande comico del secolo scorso), "Uccellacci e uccellini"  e "Cosa sono le nuvole?"  Poi, dopo la morte, la consacrazione ai livelli attuali.
Troppi e indimenticabili i titoli interpretati, per questo ricordo frettoloso.

Grazie, Principe, per tutte le risate che ci hai regalato e ancora ci regali.

Per approfondimenti: filmografia su IMDB, voci su Wikipedia e Google.
postato da: antropophagus alle ore 21:49 | link | commenti (1)
categorie: eventi, commedia, biografie, totò

Le "creature" di Sam Raimi (parte prima)



L'Uomo-Ragno ha avuto numerose trasposizioni cinematografiche piuttosto deludenti per il pubblico fan delle striscie di Stan Lee - anch'io ricordo l'amarezza per la povertà di effetti speciali di "The amazing Spider-man" un film del 1977 per la televisione amerikana e proiettato nelle nostre sale - fino al revival degli ultimi anni ch'è supportato degnamente dalla computer-grafica.
E' imminente nelle sale cinematografiche l'episodio n. 3 della saga diretta da Sam Raimi, nel quale Peter Parker dovrà affrontare un numero di nemici e - soprattutto - se stesso.
La carta in più per l'adattamento in celluloide delle storie di questo super-eroe marvelliano, è proprio l'autore nato a Royal Oak nello stato del Michigan : regista, ma anche ha scritto il soggetto e la sceneggiatura di questo film.
Forse è azzardato descrivere come "indipendente" un fenomeno da cassetta che sbanca i botteghini con centinaia di milioni di dollari per ogni pellicola distribuita, ma senz'altro Raimi è un'eccezione perchè ha portato nel grande business di Hollywood il modus operandi dei cineamatori creativi e - con illuminata intelligenza - l'ha saputo integrare con le risorse tecnologiche degli studios importanti.
Un "artigiano" del cinema che produce, dirige, recita, scrive, fa il casting e s'è anche occupato degli effetti speciali : nel data-base imdb  ci sono ben sette repertori diversi dedicati ad altrettante discipline dell'ottava arte. E' insomma un "autore" nel senso pieno del termine dato dal nostro maestro Pupi Avati - vedi la presentazione del cartaceo de "La seconda notte di nozze" - e merita un'analisi dettagliata delle numerose opere realizzate.
S'è imposto nel mondo - e anche in italia - con l'horror "La casa" del 1981 (ricordo una mitica proiezione ad Igea Marina sulla riviera romagnola, in un'arena all'aperto ch'è oggi è tristemente chiusa) ed un budget di soli 300.000 dollari ma già erano visibili i "segni" caratteristici del suo cinema ovvero : la fotografia oscura e "fangosa", le storie gotiche, l'iniziazione dei personaggi a nuove esperienze ed un veloce e mai pesante "humour" anglosassone spezza-tensione.
L'industria dell'horror sbanca periodicamente con prodotti quasi-amatoriali e voglio ricordare "The blair witch project" (1999) di Daniel Myrick e Eduardo Sanchez - è ancòra attivo il sito ufficiale - ch'è un patchwork di testimonianze diverse registrate su pellicola e cassetta : ancòra un nastro - questo musicale - ascoltato imprudentemente dai ragazzi che si ritirano nella casa nel bosco - ricorrono gli archètipi del genere come gli "adolescenti" e le leggende nel "bosco" - è l'origine delle loro disgrazie.
La serie de "La casa" avrà altri due capitoli ufficiali - "La casa 2" (1987) e "L'armata delle tenebre" (1992) - ed in italia avrà ben 5 seguiti non-ufficiali (forse nemmeno autorizzati) allestiti dalla rustica produzione nostrana, che poteva contare su buoni artigiani del cinema-horror : il primo episodio-spaghetti è "La casa 3 - Gosthouse" del 1988, di Umberto Lenzi .
Le schede di Wikipedia dedicate alla trilogia de "La casa" sono organizzate molto bene e riportano anche curiosità sulla produzione dei singoli episodi.
La duttilità gli permise di maneggiare il primo fumetto della sua carriera e di farne un capolavoro assoluto : "Darkman"  mostra uno straziante - e straziato dall'esplosione del proprio laboratorio - Liam Neeson nei panni dello scienziato Peyton Westlake ch'è un "personaggio grande" e romantico, degno dei classici della letteratura fantastica come il "Frankenstein" di Wollstonecraft Shelley ed è magistralmente affrescato e narrato da Raimi (qui ancòra soggettista e co-sceneggiatore). Ennesima dimostrazione che qualunque materiale - anche quello seriale ch'è "povero" e disprezzato dalla critica seriosa - nelle mani giuste può essere plasmato e gli elementi di valore possono essere esaltati.

Spider-man come mai si è visto

Come nello "Spider-man" raimiano, che ho apprezzato nonostante io non sia un fan del fumetto.
I voli del "ragno" tra i grattacieli di New York (assistiti dalla computer-grafica) sono spettacolari e riproducono quello che noi piccoli lettori marvelliani sognavamo quando leggevamo gli albi dell'Editoriale Corno : anch'io leggevo le storie seriali dei super-eroi, che poi ho ripudiato per il fumetto d'autore - Frank Miller ma anche alcuni europei - ed infine i manga.
Le torri gemelle del World Trade center erano rappresentate nel trailer, eppoi sono state fatte sparire per rispetto degli oltre 3.000 morti nella tragedia la cui interpretazione è ancòra aperta.
Willem Dafoe  è un perfetto Norman Osborn / Goblin combattuto tra ambizione personale ed etica (poi sopraffatto dalla prima ma anche dal "sistema") capace di dare luci ed oscurità al manager-inventore di nuove tecnologie.
Kirsten Dunst  è la figlia dei vicini di casa - Mary Jane Watson - una ragazzaccia dal cuore d'oro che ha un debole non confessato per Tobey Maguire  / Peter Parker / L'Uomo-Ragno l'imberbe studente di chimica un po' nerd, ma nel frattempo dà la lingua in bocca - e fa pure altro - ai bulli del quartiere. Casting perfetto e blasonato, ogni faccia è al suo posto.
Raimi ha modificato la storia originale in molti dettagli, per rendere più "realistiche" - ovvero più coerenti - le situazioni. La morale è che i super-poteri non risolvono i problemi del mondo (ch'è e rimane troppo complesso) e questo umanizza il super-eroe innestandone le gesta nella società ch'è sempre mossa da sentimenti di segno opposto e dai vizi capitali : il desiderio sessuale per la ragazza più sfacciata, i litigi domestici che sfociano in violenze fisiche, la frustrazione di un figlio alla ricerca dell'amore paterno, la sete di vendetta per lo zio assassinato da delinquenti comuni, i bilanci aziendali che tagliano progetti brillanti e posti di lavoro, l'uccisione del padre del migliore amico.
Lo spettatore in cerca di un tranquillizzante lieto fine non ne uscirà soddisfatto : anche se l'eroe porta al successo tutte le sue missioni d'azione, l'ambiente umano nel quale continuerà a vivere è ulteriormente inasprito e nuove grane si delineano all'orizzonte della serie.
Rendere "verosimile" il fantastico è la sfida più grande per un autore di cinema e Sam Raimi - oggi riconosciuto "maestro" oltre i limiti del genere - continua a deliziarci con le sue opere fatte di effetti speciali e soprattutto tanta sostanza - non solo pomodori per gli "splatter" - maledettamente simile al "quotidiano" da noi vissuto.



E ora un po' di sterile nozionismo a cura della Redazione

  1. In parzial dissenso col Bufalo, consideriamo Raimi un po' un venduto, per il passaggio da piccolo artista indipendente, inventore di nuove tecniche di ripresa per supplire alla carenza di mezzi, ad autore di blockbuster hollywoodiani tutti effetti speciali (anche se con uno stile notevole, come scritto dal Bufalo). Insomma non un duro e puro come il mitico Aristide Massaccesi - Joe D'Amato, che molto prima  della steady girava con un imbracature che gli sorreggeva la telecamera
  2. A proposito di Joe D'Amato, e' proprio lui l'ispiratore (come produttore) della serie di sequel apocrifi de La Casa. A sua parziale discolpa va detto che il titolo internazionale della serie La Casa e' Evil Dead, quindi il film da noi noto come L'armata delle tenebre e' in realta' Evil Dead 3. Comunque vogliamo segnalare "La Casa 4 - Witchcraft", che puo' vantare un cast "stellare" che comprende David Hasselhoff (Supercar, Baywatch ma anche Star Crash di Luigi Cozzi) e Linda Blair, la protagonista  de L'Esorcista di William Friedkin. Gli episodi numero 6 e 7 pero'  sono di produzione straniera.
  3. The Blair Witch Project (BWP), che ai tempi fece epoca per il colpo mediatico del finto documentario (vedi il bel saggio di Antonella Fulci "La vera storia della strega di Blair" edito da Fanucci), non fa che riprendere l'idea gia' utilizzata nel 1980 dal mitico Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato, il piu' nasty dei cannibal movies (censurato in 50 paesi, l'autore fu condannato a mesi 4 di galera con la condizionale).
postato da: antropophagus alle ore 14:25 | link | commenti (5)
categorie: biografie, sam raimi
sabato, marzo 31, 2007

Carrozzerie cromate ardono al sole della California



Pamela Anderson è la riedizione anni '90 - ed anche 2000, visto che non ha ancòra rivali - della maggiorata-sexy riveduta e corretta che, rispetto ai modelli precedenti, non s'accontenta di ammiccare con lo sguardo ed un leggero movimento sinuoso ma gli uomini li prende - è il caso di dirlo - di petto anche senza le esagerazioni di Russ Meyer.
I riferimenti ai "classici" della femmina hollywoodiana sono tanti, cito una certa ingenuità di fondo - che non incentiva ma nemmeno impedisce situazioni piccanti - del tipo "Marilyn Monroe" ed un leggero strabismo che le dona uno sguardo da bambola stupida in stile "Brigitte Bardot" cui aggiungo la passione animalista (geniale la sezione "Pam for the birds" nel suo sito
). Ha girato parecchi lungometraggi pessimi ma anche Marilyn era ripetutamente stroncata come attrice, chissà se in un futuro prossimo non ci sia una "riabilitazione" anche per la bomba-sexy canadese.
Non è vero che tutto è già stato narrato, però è interessante il lavoro di remissaggio e nuova masterizzazione di quanto già prodotto nel cinema con le icone femminili che hanno contraddistinto le decadi, facendo sognare generazioni di ragazzi.
Quello che la contraddistingue è l'aggressiva decisione nelle azioni da intraprendere ed il fisico prorompente, che la chirurgia estetica ha spinto ai limiti del buon gusto. Lo spettatore non può che essere "fleshato" dalle forme morbide e perfette quasi come un cartone animato. Anche se sono artefatte ed il make-up nonchè le luci di scena hanno una buona parte nell'appetibilità del prodotto, ma quello che conta è il momento che vivi e che tra un secondo è già svanito.
American style = american way of life. Che vi piaccia o no: io non ci metterei la firma, però "ci casco" ancòra e lo ammetto pubblicamente.
Chi scrive è stato soggiogato da alcune puntate televisive dedicate al lavoro in uno stabilimento balneare in California ch'è più movimentato del Pilastro dei tempi "belli", in cui i bagnini hanno la responsabilità ed il piglio dell'uomo-di-legge del far-west, fanno a botte con i forestieri e collaborano con la polizia locale. Altrochè gli inchiodi alle bionde tedesche - con risultato garantito - nello stile romagnolo !
La serie televisiva "Baywatch" ha sfondato nella tele globale incrociando uno script molto semplice - da telefilm d'azione alla Chuck Norris - con i corpi da bambole delle bagnine che ci hanno lavorato negli anni e da qui la bagnina C. J. Parker è decollata per lo star-system e non è più scesa. Un icona moderna di donna che usa e si fa usare: con le operazioni di chirurgia plastica sul corpo - labbra e seno su tutte - ed il marketing agrodolce tra il video-hard casalingo della prima notte con il neo marito Tommy Lee - batterista dei Motley Crue  - e l'impegno animalista per la Peta .
Una "realdoll" che si lascia anche plasmare e strapazzare ma alla fine vince sempre, nella quale l'ostentazione-kitsch di labbra eccessivamente riempite comunica esplicitamente la voglia di arrivare qualunque sia il prezzo da pagare e questo dettaglio colpisce ed eccita.
L'ennesimo esempio di come l'Amerika riesca ciclicamente ad imporre un proprio format locale - magari banale e di cattivo gusto - al mondo intero, impacchettato come si deve con le belle donne : facile e già visto, ma loro ci riescono davvero bene in quello che fanno. In positivo e in negativo battono ancòra il tempo che viviamo.

Ecco una breve biografia della diva dalla pelle crème-caramel: Pamela Denise Anderson è nata il primo luglio del 1967 in Canada - Ladysmith, British Columbia - ed appena vagisce ottiene il primo successo della sua vita : è il primo neonato del centenario dell'indipendenza del paese, ed i suoi genitori ricevono un cospicuo premio in denaro. Normale il rendimento a scuola con discreti risultati nello sport e la passione per il sassofono. Il sorriso pieno di energia solare e la pelle dorata e splendente come quella della carrozzeria di una Cadillac "vintage" stridono con il freddo del grande nord americano e nello yearbook dell'ultimo anno della high-school manifesta il sogno della vita : "To be a californian beach boom".
Si sposta a Vancouver per cercare di "sfondare", un giorno va a vedere con gli amici una partita di football amerikano della Canadian Football League (leggermente diverso da quello yankee perchè il campo è più grande - si gioca in 12 anzichè in 11 - bisogna conquistare 10 yards con 3 soli tentativi ed è quindi esasperato il gioco aereo) e durante l'intervallo il cameramen dello stadio cerca un bel volto da visualizzare sullo schermo gigante.
Ovviamente tra decine di migliaia di spettatori coglie il bel viso sorridente di Pamela ed esplode il boato del pubblico: incredibile ma vero, se la Labatt - il più importante birrificio nazionale - la sceglierà come testimonial dei propri prodotti.
Ovviamente un fotografo la convincerà a posare nuda per "Playboy" e nell'ottobre del 1989 è sulla copertina. Poi "Baywatch", il matrimonio con Tommy Lee, i film di serie b/z e il resto.
E' l'oggetto del desiderio per il fantomatico giornalista kazako Borat nel film-evento del 2006 - ed uscito in italia solo ora - che sbarca in Amerika con l'intima intenzione di sposarla.

Una filmografia dei serial televisivi più importanti e dei lungometraggi :

"Baywatch" (serie tv 1992 - 1997)
"Snapdragon" (1993)
"Come die with me" (tv, 1994)
"Raw justice" (1994)
"Naked souls" (1995)
"Barb wire" (1996)
"Pam & Tommy Lee : Stolen honeymoon" (1998)
"V.I.P." (serie tv, 1998 - 2002)
"Stripperella" (cartone di Stan Lee : solo voce, 2003)
"Stacked" (serie tv, 2005 - 2006)
"Borat" (2006)
"Blond and blonder" (in produzione, 2007)

La scheda completa in imdb è all'indirizzo : http://www.imdb.com/name/nm0000097 .

Bufalo (copyright 2007 Eravamotreamicialpub.it)


P.S. sul sito del Bufalo altre foto e news sulla Pamelona, clickando QUI
postato da: antropophagus alle ore 22:07 | link | commenti
categorie: cinema, trash, biografie
sabato, marzo 03, 2007

Tornano le grandi biografie

Bruno Mattei - il mercenario

Grazie all'ottimo FilmBrutti.com oggi ci occupiamo della vita e delle opere di uno dei nostri "autori" preferiti


Autore: Marchiño

Un autentico mito italiano del cinema trash, un audace quanto spregevole manipolatore della macchina da presa, un abile ed infaticabile film-maker, capace di sfruttare tutto quello che ha a disposizione e di girare un intero lungometraggio senza spendere una lira: in una sola parola, un mercenario.
Tutto questo è Bruno Mattei, il subdolo regista iniziatore o terminatore di numerosi sottogeneri cinematografici, che sotto le mentite spoglie di Vincent Dawn (e molti altri), ci ha regalato indimenticabili pagine di cinema di serie b.

Nato a Roma il 30 luglio del 1931, Bruno Mattei ha fin da subito assecondato la sua passione per il cinema, dedicandosi da giovanissimo al montaggio per poi approdare alla sua prima regia nel 1969 con “Armida, il dramma di una sposa”. Poliedrico, versatile, sempre abilissimo a cavalcare l’onda, Mattei ha diretto film di ogni genere, dal porno-soft all’horror, dal nazi-porno al mondo-movie, dal western al film di azione fantascientifico, riuscendo sempre ad imprimere alla pellicola il suo stile eccessivo e smaccatamente volgare, che lo ha reso un’icona dei film a basso costo.

Mai la costante mancanza del benché minimo budget ha rappresentato, per Mattei, un ostacolo alle riprese, poiché le sue innate risorse di regista trash e la totale mancanza di ritegno nei confronti dell’establishment cinematografico gli hanno consentito di ricorrere, nel momento del bisogno, ai più malvagi sotterfugi: sceneggiature copiate ed unite in deliranti pastiche (“Terminator 2 – Shocking dark”), sfruttamento di scenografie allestite per altri film (“Rats – Notti di terrore”, girato a Cinecittà prima che le scenografie di un western di Leone fossero smantellate), inserimento di scene tratte da documentari (“Virus”) o riciclaggio di scene di suoi stessi film (ancora “Virus”, che contiene molte alcune scene del precedente “Nuova Guinea: l’isola dei cannibali”).

Molte, nell’arco della sua carriera, sono state le collaborazioni (Lucio Fulci, Joe D’Amato, Jesus Franco), ma il sodalizio artistico più importante è stato sicuramente quello con lo sceneggiatore CLAUDIO FRAGASSO, con il quale ha composto quella che è stata definita “la coppia omicida del cinema italiano”. Del proprio compagno di scorribande, Mattei soleva dire: “E’ uno che fa un gran chiasso e non capisce un c…”

Del buon Mattei è stato detto che è il regista più delirante ed eccessivo, capace di estremizzare ed esasperare qualsiasi sottogenere o cliché cinematografico: questa sua caratteristica gli ha ovviamente precluso le simpatie della stampa specialistica, che fin da subito lo ha etichettato come “uno di quei registi che girerebbero di tutto pur di far soldi”. Memorabile questo scambio di battute durante un’intervista: “Ha mai ripreso un lebbroso vero per risparmiare sul make-up?” “Veramente no, ma mi hai dato un’idea!”.

Notevole è anche questo aneddoto: subentrato a Fulci, che aveva abbandonato il set, nella regia di Zombi 3, Mattei e Fragasso pensarono di omaggiare in una scena il mitico Lucio, facendo bruciare vivo in un rogo un uomo dalle sembianze identiche a quelle del regista di “Voci dal profondo”.

Poiché un elenco degli oltre 100 film girati da solo o in collaborazione dal nostro buon Bruno sarebbe inutilmente lungo, vogliamo concludere questo tributo al suo genio elencando gli innumerevoli pseudonimi di cui si è servito nell’arco della sua splendida carriera (probabilmente per non compromettersi mai del tutto):

Vincent Dawn
Jimmy Matheus (Matteus)
Jordan B Matthews
J Metheus
Stefen Oblowski
Werner Knox
Axel Berger
Herik Montgomery
Pierre LeBlanc
Claude Borrois
Michael Gardoso
Bruno Cardodo
John Coline
Anthony Gray
Frank Klox
William Snyder
Bob Hunter
David Graham
Norman Dawn
Gilbert Roussel
William Russell

="MatteiVirus"

tratto da FilmBrutti.com

In chiusura, alcune curiosita'.

1) lo pseudonimo piu' usato da Mattei, Vincent Dawn e' un omaggio al capolavoro di George Romero "Dawn of the dead", da noi noto come Zombi 1 , record d'incasso nella stagione '78/'79 .

2) per chi e' di Bologna e zone limitrofe il Resto del Carlino dell'epoca riportava che nell'estate 1992, mentre era attesa l'uscita del Terminator 2 originale di James Cameron con Schwarzenegger, in alcune sale fu <<astutamente>> fatto riuscire l'apocrifo di Mattei.
Il Tribunale di Roma comunque ha stabilito che il film di Matttei e' pienamente legittimo perche' girato precedentemente (e' del 1989). Ad ogni modo, per evitare ulteriori noie il film all'estero fu distribuito col titolo "Shocking Dark".

3) recentemente in edicola e' stato avvistato in una collana di dvd horror "La tomba" di un certo DAVID HUNT. Indovinate chi si cela dietro tale pseudonimo ?

postato da: antropophagus alle ore 15:46 | link | commenti (6)
categorie: cinema, trash, biografie, bruno mattei
domenica, febbraio 11, 2007

Omaggio a Russ Meyer

Oggi il CONTENEBBIA ci parla di un grande innovatore del linguaggio cinematografico, al di la', o forse proprio grazie, alla sua passione per certi particolari anatomici che potete faclilmente intuire dalla locandina di uno dei suoi film piu'  famosi .

Clicate QUI per leggere il post.

Filmografia da IMDB

postato da: antropophagus alle ore 18:22 | link | commenti (6)
categorie: cinema, biografie, russ meyer
mercoledì, gennaio 24, 2007

In loving memory of

Joe D'Amato


Ieri cadeva l'anniversario della scomparsa, avvenuta nel 23 gennaio 1999, del grande cinesta ad un'opera del quale questo blog è intitolato.
I giornali titolarono <<morto il Re del porno>>, ma in realta' Aristide Massaccesi, come si chiamava realmente, e' stato molto di piu'. Un onesto artigiano innamorato del suo lavoro, che ha svolto quasi tutti i mestieri nel mondo del cinema, dall'elettricista fino al produttore, e che con la sua produzione ha  affrontato quasi tutti i generi, con cronica carenza di mezzi ma non di idee, e non solo il porno al quale si era dedicato come diceva lui <<per motivi alimentari>>.
Uno dei massimi rappresentanti dell'italica arte di arrangiarsi e del cinema di genere, per questo lo adoriamo e per noi e' un vero Maestro.

Segue breve biografia.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Joe D'Amato (Roma, 15 dicembre 1936 - 23 gennaio 1999), pseudonimo di Aristide Massaccesi, è stato un regista, sceneggiatore, attore, direttore della fotografia e produttore cinematografico italiano.

Durante la sua carriera, Massaccesi ha utilizzato molti altri pseudonimi oltre a D'Amato, il più celebre, tra i quali vale la pena ricordare Drago Floyd, Peter Newton, David Hills, Alexander Borsky, Dario Donati o ancora Sarah Asproon; la lista è lunga quasi quanto i suoi film. Riguardo al suo pseudonimo più celebre, c'è da dire che venne creato ad hoc dal produttore Edmondo Amati,su imitazione della allora nuova generazione di registi italo-americani, Martin Scorsese su tutti, per il film per bambini Giubbe rosse 1975, ispirandosi, strano a dirsi, al nome del tipografo, tale Giovanni D'Amato, che aveva stampato il calendario presente nel suo ufficio. Come Aristide Massaccesi firmò un solo film: il thriller La Morte Sorrise All'Assassino (Sette Strani Cadaveri) 1972.

La sua carriera è un interminabile elenco di b-movie, soft core, horror, gore, cannibal movie, fantasy, porno realizzati dalla fine degli anni '60 fino alla prematura scomparsa. Dei soft core va ricordata la serie dedicata ad Emanuelle, per quanto non iniziata da lui, su imitazione della Emmanuelle francese, quì scritta con una sola 'm' in quanto l'altro nome marchio registrato con protagonista la bellissima attrice e modella indonesiana, che aveva avuto un piccolo ruolo in Emmanuelle 2: L'Antivergine 1974, Laura Gemser. Questi film, per quanto di scarsissimo livello artistico, sono in tutto il mondo assai più celebrati e conosciuti della serie originale.

Una vita nel cinema, senza dubbio uno dei più prolifici registi italiani, avendo diretto quasi 200 film. Dotato di ottima abilità tecnica e produttiva - era capace di girare in tempi molto stretti a costi decisamente bassi - e grande versatilità: una qualità che gli ha consentito di esplorare ogni tipo di film, ogni genere o sottogenere, inventando e reinventando filoni del cinema popolare.


Cliccate sulla voce "joe damato" presente nella colonna di destra per leggere alcune recensioni di suoi film .

Per chi volesse approfondire la conoscenza dell'Autore:
postato da: antropophagus alle ore 20:54 | link | commenti (7)
categorie: cinema, eventi, trash, biografie, joe damato
lunedì, agosto 21, 2006

Sic transit gloria mundi.

E' scomparso ieri il regista e sceneggiatore Giuseppe Moccia in arte PIPOLO.

In coppia con l'amico (Franco) CASTELLANO (che lo ha preceduto nel 1999) hanno firmato, tra l'altro, i maggiori successi di ADRIANO CELENTANO (Innamorato pazzo, Il bisbetico domato), RENATO POZZETTO (Mia moglie e' una strega, Il ragazzo di campagna) e altri stracult assoluti come Attila Flagello di Dio con DIEGO ABATANTUONO.

E' un altro pezzo importante di cinema di genere che se ne va.

Ci uniamo al dolore dei familiari e lo ricordiamo commossi con alcune locandine dei suoi film piu'  famosi.

Filmografia completa da IMDB

Notizia ufficiale da ANSA

Per ulteriori approfondimenti vedasi IL GIORNALE

postato da: antropophagus alle ore 21:53 | link | commenti (7)
categorie: cinema, eventi, trash, biografie
lunedì, maggio 29, 2006

Le grandi biografie /3 George Eastman



Ovviamente non stiamo parlando del fondatore della KODAK, bensi' di un icona del cinema di genere italiano, il grande attore e caratterista altrimenti noto come LUIGI MONTEFIORI, spesso presente, anche come sceneggiatore, nella filmografia di Aristide Massaccesi alias JOE D'AMATO.

Tanto per cambiare, di lui si sa pochissimo, anche perche' mantiene uno stretto riserbo sulla sua vita privata.

La maggior parte delle fonti lo danno nato a Genova nel 1942 (ma nella sua fondamentale rassegna dei 100 film piu' bizzarri della storia pubblicata nell'estate 1999 su Ciak, Marcello Garofalo parlava di Luigi Montefiori "da Livorno", e cosi' anche altri). Pare che dopo un passato da giocatore di basket (e' alto piu' di 2 metri), abbia lavorato nel mondo della comunicazione, come pubblicitario o fotografo, per poi darsi al cinema. Nella sua carriera ha attraversato un po' tutti i generi: dallo spaghetti western, dove conobbe il futuro amico e compagno di mille avventure ARISTIDE MASSACCESI (secondo il quale essendo "lungo lungo e con la barba" era particolarmente adatto a ruoli da cattivaccio), ai thriller tipo Baba Yaga di Corrado Farina (l'unico adattamento cinematografico della Valentina di Crepax), all'horror (indimenticabile lo sguardo allucinato del cannibale in ANTROPOHAGUS), poliziotteschi (Cani arrabbiati di Mario Bava), erotici (la serie apocrifa di Emanuelle con LAURA GEMSER che ha dato la fama internazionale a JOE D'AMATO)
, fino al suo apice nella breve stagione del postatomico all'italiana (è presente in quasi tutti i titoli del genere!). Nel genere postaomico si colloca il suo esordio ufficioso alla regia in ANNO 2020 I GLADIATORI DEL FUTURO con la collaborazione di Massaccesi (quello uficiale sarà DNA - Formula letale, sempre prodotto dall'amico Massaccesi). Ha recitato anche in un curioso film di KIRK DOUGLAS. Nel 1986 ha un ruolo nel mitico Regalo di Natale di PUPI AVATI, il film che ha fatto uscire  DIEGO ABATANTUONO dalla crisi seguita allo <<sboom>> del terrunciello e per il quale Carlo Delle Piane e' stato premiato come miglior attore a Venezia.
Come gia' ricordato, oltre alla recitazione si e' dedicato anche alla sceneggiatura, professione che svolge tuttora. D'obbligo citare almeno il tardo western Keoma
con Franco Nero diretto da ENZO G. CASTELLARI oltre alle collaborazioni con Massaccesi. La filmografia completa la potete leggere su IMDB.

Da un'intevista sul sito ufficiale del film LA RIVINCITA DI NATALE si sa che tiene famiglia, ma su IMDB abbiamo rilevato un'incongruenza: secondo la biografia di GEORGE EASTMAN questi sarebbe sposato con LAURA GEMSER, la mitica EMANUELLE NERA di JOE D'AMATO, mentre la biografia della Gemser sullo stesso sito non riporta altrettanto.

Per i francofoni rinviamo al bellissimo sito NANARLAND.

Vediamolo in alcuni ruoli significativi:

Minotauro nel Satyricon di FEDERICO FELLINI (1969)


Con BUD SPENCER e TERENCE HILL in La collina degli stivali (Giuseppe Colizzi, 1969)


Rapinatore in Cani arrabbiati di Mario Bava, il primo road movie italiano che ha molto influito su Le Iene di
QUENTIN TARANTINO (notare la marca dell'acqua, un classico della pubblicita' occulta degli anni '70)


Guru di una strana setta che predica il prolungamento del piacere durante l'atto sessuale (ma finirà per eiaculare precocemente con la protagonista ) in Emanuelle - Perchè violenza alle donne? di JOE D'AMATO


In Porno Holocaust, come negli altri film del c.d. ciclo caraibico di JOE D'AMATO <<vaga da un'inquadratura all'altra osservando attonito cio' che accade>> (ALEX VISANI, alludendo alle scene hard in cui si trova coinvolto suo malgrado, non essendo un attore porno). Peraltro va detto che  alcuni considerano questi deliranti quanto improbabili connubi tra porno e horror la sintesi della folle genialità del Massaccesi.


Protagonista assoluto di  ANTROPOPHAGUS del quale e' anche ideatore, sceneggiatore e coproduttore.


Nel primo postatomico italiano, 1990 i Guerrieri del bronx di
ENZO G. CASTELLARI e' Golem, capo di una delle bande che infestano il quartiere. Nota di colore: il protagonista invece si chiama Trash e secondo la rivista Segnocinema si tratta di "autocoscienza ontologica di un sottogenere"


In un altro postatomico
di ENZO G. CASTELLARI, I nuovi barbari (1982) <<C'è finanche una punizione sodomitica inflitta all'eroe di turno>> (Segnocinema). E chi è il cattivo di turno che la infligge?


Cavernicolo nel fantasy La guerra del ferro - Ironmaster di Umberto Lenzi (1983)


Enigmatico e tenebroso in ENDGAME - BRONX LOTTA FINALE di JOE D'AMATO, il piu' bel postatomico italiano. Al momento giusto, saprà schierarsi dalla parte dei buoni.


In 2019 Dopo la caduta di New York di SERGIO MARTINO (quello di Giovannona coscialunga, Milano trema la polizia vuole giustizia, L'allenatore nel pallone, ecc ...) interpreta Big Ape, uomo-scimmia dal quale dipendono i destini dell'umanita' (sic!). Sullo sfondo il compianto ROMANO PUPPO con benda alla Jena Plissken,
trattandosi di postatomico!


Dopo la mitica scena di ANTROPOPHAGUS dove le strappa il feto e lo divora, lo ritroviamo assieme a SERENA GRANDI in Le foto di Gioia di LAMBERTO BAVA


Il cast de LA RIVINCITA DI NATALE (2004) di PUPI AVATI, seguito del bellissimo Regalo di Natale, con medesimi protagonisti e regista: da sinistra GIANNI CAVINA, ALESSANDRO HABER, DIEGO ABATANTUONO, GEORGE EASTMAN E CARLO DELLE PIANE (
Foto tratta dal SITO UFFICIALE)




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martedì, maggio 09, 2006

Speciale Lamberto Bava

Dopo la recensione della sua ultima fatica THE TORTURER, pubblichiamo in esclusiva alcuni scatti che LAMBERTO BAVA ha concesso all'amico Alfredo Nunzi in occasione dell'ultimo JOE D'AMATO HORROR FESTIVAL che si è svolto a Livorno dal 28 Ottobre al 1 Novembre 2005.

In quell'occasione il Maestro ha concesso ad Alfredo anche un intervista che potete leggere su Effetto notte online cliccando QUI .







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categorie: cinema, horror, biografie, lamberto bava