Coprocinefilia e riflessioni in ordine sparso sul Cinema di genere





Un autentico mito italiano del cinema trash, un audace quanto spregevole manipolatore della macchina da presa, un abile ed infaticabile film-maker, capace di sfruttare tutto quello che ha a disposizione e di girare un intero lungometraggio senza spendere una lira: in una sola parola, un mercenario.
Tutto questo è Bruno Mattei, il subdolo regista iniziatore o terminatore di numerosi sottogeneri cinematografici, che sotto le mentite spoglie di Vincent Dawn (e molti altri), ci ha regalato indimenticabili pagine di cinema di serie b.
Nato a Roma il 30 luglio del 1931, Bruno Mattei ha fin da subito assecondato la sua passione per il cinema, dedicandosi da giovanissimo al montaggio per poi approdare alla sua prima regia nel 1969 con “Armida, il dramma di una sposa”. Poliedrico, versatile, sempre abilissimo a cavalcare l’onda, Mattei ha diretto film di ogni genere, dal porno-soft all’horror, dal nazi-porno al mondo-movie, dal western al film di azione fantascientifico, riuscendo sempre ad imprimere alla pellicola il suo stile eccessivo e smaccatamente volgare, che lo ha reso un’icona dei film a basso costo.
Mai la costante mancanza del benché minimo budget ha rappresentato, per Mattei, un ostacolo alle riprese, poiché le sue innate risorse di regista trash e la totale mancanza di ritegno nei confronti dell’establishment cinematografico gli hanno consentito di ricorrere, nel momento del bisogno, ai più malvagi sotterfugi: sceneggiature copiate ed unite in deliranti pastiche (“Terminator 2 – Shocking dark”), sfruttamento di scenografie allestite per altri film (“Rats – Notti di terrore”, girato a Cinecittà prima che le scenografie di un western di Leone fossero smantellate), inserimento di scene tratte da documentari (“Virus”) o riciclaggio di scene di suoi stessi film (ancora “Virus”, che contiene molte alcune scene del precedente “Nuova Guinea: l’isola dei cannibali”).
Molte, nell’arco della sua carriera, sono state le collaborazioni (Lucio Fulci, Joe D’Amato, Jesus Franco), ma il sodalizio artistico più importante è stato sicuramente quello con lo sceneggiatore CLAUDIO FRAGASSO, con il quale ha composto quella che è stata definita “la coppia omicida del cinema italiano”. Del proprio compagno di scorribande, Mattei soleva dire: “E’ uno che fa un gran chiasso e non capisce un c…”
Del buon Mattei è stato detto che è il regista più delirante ed eccessivo, capace di estremizzare ed esasperare qualsiasi sottogenere o cliché cinematografico: questa sua caratteristica gli ha ovviamente precluso le simpatie della stampa specialistica, che fin da subito lo ha etichettato come “uno di quei registi che girerebbero di tutto pur di far soldi”. Memorabile questo scambio di battute durante un’intervista: “Ha mai ripreso un lebbroso vero per risparmiare sul make-up?” “Veramente no, ma mi hai dato un’idea!”.
Notevole è anche questo aneddoto: subentrato a Fulci, che aveva abbandonato il set, nella regia di Zombi 3, Mattei e Fragasso pensarono di omaggiare in una scena il mitico Lucio, facendo bruciare vivo in un rogo un uomo dalle sembianze identiche a quelle del regista di “Voci dal profondo”.
Poiché un elenco degli oltre 100 film girati da solo o in collaborazione dal nostro buon Bruno sarebbe inutilmente lungo, vogliamo concludere questo tributo al suo genio elencando gli innumerevoli pseudonimi di cui si è servito nell’arco della sua splendida carriera (probabilmente per non compromettersi mai del tutto):
Vincent Dawn
Jimmy Matheus (Matteus)
Jordan B Matthews
J Metheus
Stefen Oblowski
Werner Knox
Axel Berger
Herik Montgomery
Pierre LeBlanc
Claude Borrois
Michael Gardoso
Bruno Cardodo
John Coline
Anthony Gray
Frank Klox
William Snyder
Bob Hunter
David Graham
Norman Dawn
Gilbert Roussel
William Russell
.

Durante la sua carriera, Massaccesi ha utilizzato molti altri pseudonimi oltre a D'Amato, il più celebre, tra i quali vale la pena ricordare Drago Floyd, Peter Newton, David Hills, Alexander Borsky, Dario Donati o ancora Sarah Asproon; la lista è lunga quasi quanto i suoi film. Riguardo al suo pseudonimo più celebre, c'è da dire che venne creato ad hoc dal produttore Edmondo Amati,su imitazione della allora nuova generazione di registi italo-americani, Martin Scorsese su tutti, per il film per bambini Giubbe rosse 1975, ispirandosi, strano a dirsi, al nome del tipografo, tale Giovanni D'Amato, che aveva stampato il calendario presente nel suo ufficio. Come Aristide Massaccesi firmò un solo film: il thriller La Morte Sorrise All'Assassino (Sette Strani Cadaveri) 1972.
La sua carriera è un interminabile elenco di b-movie, soft core, horror, gore, cannibal movie, fantasy, porno realizzati dalla fine degli anni '60 fino alla prematura scomparsa. Dei soft core va ricordata la serie dedicata ad Emanuelle, per quanto non iniziata da lui, su imitazione della Emmanuelle francese, quì scritta con una sola 'm' in quanto l'altro nome marchio registrato con protagonista la bellissima attrice e modella indonesiana, che aveva avuto un piccolo ruolo in Emmanuelle 2: L'Antivergine 1974, Laura Gemser. Questi film, per quanto di scarsissimo livello artistico, sono in tutto il mondo assai più celebrati e conosciuti della serie originale.
Una vita nel cinema, senza dubbio uno dei più prolifici registi italiani, avendo diretto quasi 200 film. Dotato di ottima abilità tecnica e produttiva - era capace di girare in tempi molto stretti a costi decisamente bassi - e grande versatilità: una qualità che gli ha consentito di esplorare ogni tipo di film, ogni genere o sottogenere, inventando e reinventando filoni del cinema popolare.
Sic transit gloria mundi.
E' scomparso ieri il regista e sceneggiatore Giuseppe Moccia in arte PIPOLO.
In coppia con l'amico (Franco) CASTELLANO (che lo ha preceduto nel 1999) hanno firmato, tra l'altro, i maggiori successi di ADRIANO CELENTANO (Innamorato pazzo, Il bisbetico domato), RENATO POZZETTO (Mia moglie e' una strega, Il ragazzo di campagna) e altri stracult assoluti come Attila Flagello di Dio con DIEGO ABATANTUONO.
E' un altro pezzo importante di cinema di genere che se ne va.
Ci uniamo al dolore dei familiari e lo ricordiamo commossi con alcune locandine dei suoi film piu' famosi.
Filmografia completa da IMDB
Notizia ufficiale da ANSA
Per ulteriori approfondimenti vedasi IL GIORNALE







) in Emanuelle - Perchè violenza alle donne? di JOE D'AMATO












