Coprocinefilia e riflessioni in ordine sparso sul Cinema di genere
La bestia in calore
di Ivan Kathansky alias Paolo Solvay alias Luigi Batzella (Italia, 1977)

Uno degli esempi piu' deliranti del nazi-porno (nell'aggettivo ci sono almeno 2 errori come spiegato sotto!) all'italiana e capolavoro <<teorico>> del grande caratterista Salvatore Baccaro, tanto da meritarsi la copertina del Dizionario dei film Stracult di Marco Giusti, il quale rivendica anche la primogenitura della scoperta critica. Appena realizzerete CHI era Baccaro, uomo orrendo con una testa di caprone e delle manacce enormi gia' visto mille volte nei b-movies degli anni '70, anche voi non resisterete alle risate e non potrete non convenire con noi sulla folle genialità di chi ha pensato di utilizzarlo nel ruolo.
Il Nostro idolo, per l'occasione ribattezzato Sal Boris, interpreta un mostro arrapato (La Bestia in calore del titolo, anche se Exxagon's Rextricted suggerisce una diversa chiave di lettura), frutto di non meglio precisati esperimenti, che vive rinchiuso in una gabbia ripreso col grandangolo mentre brutalizza fino alla morte tutte le prigioniere che gli vengono date in pasto (anche letteralmente) dai nazisti. Lo alleva la sadica dottoressa delle SS Macha Magall. Memorabili le movenze e i grugniti della Bestia durante i suoi bestiali amplessi.

Altri ricordano che il film contiene alcune delle scene piu' di cattivo gusto dell'intera cinematografia italiana: una castrazione (a dire la verita' poco convincente: se l'interprete l'avesse subita veramente avrebbe urlato e si sarebbe dimenato ben di piu' di quanto non faccia nella pellicola!) e sopratutto il famoso pasto a base di peli pubici insanguinati appena strappati alla vittima.
Secondo noi e' geniale anche questa inquadratura della sadica dottoressa che assiste a una flagellazione mentre in secondo piano la Bestia si inchiappetta la vittima di turno.

Da saltare tranquillamente con l'avanti veloce le inutili scene di guerra, riciclate da un precedente film dello stesso Batzella, Quando suona la campana, che vorrebbero dare invano un senso alla storia. Il capolavoro e' compiutamente espresso nella folle genialita' delle scene interpretate da Baccaro.
In conclusione, a nome dei brutti della redazione vorremmo esprimere la nostra solidarieta' agli eredi Baccaro e contestare la tesi di fondo: ma perche' uno, solo perche' e' brutto, deve essere per forza un mostro arrapato da laboratorio del sesso ??? 
P.S. una precisazione sul c.d. filone nazi-porno: contrariamente a quanto farebbe supporre l'aggettivo, non vi sono in realta' vere scene hard nel senso corrente del termine (penetrazione completa, ecc ...) ed e' assente qualsiasi significato politico: i costumi da nazisti sono solo un pretesto per mostrare un po' di atrocita', che comunque non fanno alcuna impressione al giorno d'oggi.
