Coprocinefilia e riflessioni in ordine sparso sul Cinema di genere
).
Premessa:
Come regia non ha assolutamente nulla di nuovo da dire: solita steady, solita fotografia digitale un po’ scura, soliti primi piani dei volti durante i dialoghi, solita musica tesa per esaltare i passaggi salienti, montaggio consueto (queste considerazioni derivano da spunti appresi negli interessantissimi seminari del Contenebbia). Il ritmo però è scorrevole e non annoia.
Permangono perplessità per l’operazione donna che indaga l’animo maschile (soprattutto quando è
La sua arte culinaria trae ispirazione anche dalle donne, che immancabilmente si arrendono al suo fascino irresistibile (anche se dubitiamo che approcciando ognuna dicendole che si chiama come la mamma otterremmo i suoi stessi risultati, forse lui lo dice meglio
).
Queste storie pero’ finiscono sempre piu’ o meno bruscamente, e ad ogni cambio di donna corrisponde un cambio di posto di lavoro, salvo inconvenienti.
A seguito di un incidente durante un’immersione nel mare di Stromboli viene ricoverato in una cella iperbarica e ha modo di ripensare ai propri trascorsi sentimentali, mentre le sue donne (mamma compresa, da buon italiano) accorrono ad assisterlo.
Seguira’ svolta finale con ritorno alle origini, tra storie d’amore irrisolte, vite che si intrecciano e rivelazioni di paternita’ biologiche che lasciamo scoprire allo spettatore.
Ovviamente la professione del protagonista offre l’estro per il product placement di ogni sorta di olio, vino, tartufo e specialità enogastronomica di lusso (la sfilza di sponsor nei titoli di coda è interminabile). C’è anche una sequenza, assolutamente inutile nell’economia della narrazione, ambientata in un angolo di strada a Torino dove tutte le automobili inquadrate sono FIAT ultimo modello (Panda, Grande Punto, Croma) con logo bene in vista J .
Cast:
Tra le bellezze amate dal protagonista Vanessa Incontrada è meravigliosa (e recita bene, ma lo sapevamo già). Rosalinda Celentano, più femminile del solito, ha un fascino inquietante, ed è l’amica-confidente con cui mantiene i contatti mentre va con le altre.
Si rivede anche Jane Alexander. Bellissima Elena Bourika, già vista in “The torturer” di Lamberto Bava, anche se la recitazione lascia un po’ a desiderare.
Troppo superficiale e da macchietta il personaggio di Michela Cescon, psicopatica ipocondriaca e farmacodipendente che rimorchia un ragazzino piu’ giovane in chat.
Ricky Tognazzi, forse a causa della Izzo, è spento quanto basta per la parte dell’eterno secondo, già subalterno del protagonista sul lavoro e suo “successore” nelle ricette e in un paio di storie d’amore.
La mamma è impersonata da Lisa Gastoni, alias Jane Fate, sex symbol tra gli anni ’60 e ’70 (“La seduzione” di Fernando Di Leo) che esordì assieme a Franco Nero nei fantascientifici di Antonio Margheriti – Anthony M. Dawson dai titoli mitici tipo “I diafanoidi vengono da Marte”.
Colonna sonora di Morricone che non sapevamo essere autore delle musiche del classico di Mina “Se telefonando” che accompagna la svolta finale e i titoli di coda (le parole invece sono di Maurizio Costanzo). Ci sono anche 2 insipide canzoni di Nek.
Giudizio finale: niente di memorabile, ma va bene per un po’ di evasione.
E comunque andiamo a fare un corso di cucina, non si sa mai




) e in un recente video di Piotta 