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sabato, marzo 31, 2007

Carrozzerie cromate ardono al sole della California



Pamela Anderson è la riedizione anni '90 - ed anche 2000, visto che non ha ancòra rivali - della maggiorata-sexy riveduta e corretta che, rispetto ai modelli precedenti, non s'accontenta di ammiccare con lo sguardo ed un leggero movimento sinuoso ma gli uomini li prende - è il caso di dirlo - di petto anche senza le esagerazioni di Russ Meyer.
I riferimenti ai "classici" della femmina hollywoodiana sono tanti, cito una certa ingenuità di fondo - che non incentiva ma nemmeno impedisce situazioni piccanti - del tipo "Marilyn Monroe" ed un leggero strabismo che le dona uno sguardo da bambola stupida in stile "Brigitte Bardot" cui aggiungo la passione animalista (geniale la sezione "Pam for the birds" nel suo sito
). Ha girato parecchi lungometraggi pessimi ma anche Marilyn era ripetutamente stroncata come attrice, chissà se in un futuro prossimo non ci sia una "riabilitazione" anche per la bomba-sexy canadese.
Non è vero che tutto è già stato narrato, però è interessante il lavoro di remissaggio e nuova masterizzazione di quanto già prodotto nel cinema con le icone femminili che hanno contraddistinto le decadi, facendo sognare generazioni di ragazzi.
Quello che la contraddistingue è l'aggressiva decisione nelle azioni da intraprendere ed il fisico prorompente, che la chirurgia estetica ha spinto ai limiti del buon gusto. Lo spettatore non può che essere "fleshato" dalle forme morbide e perfette quasi come un cartone animato. Anche se sono artefatte ed il make-up nonchè le luci di scena hanno una buona parte nell'appetibilità del prodotto, ma quello che conta è il momento che vivi e che tra un secondo è già svanito.
American style = american way of life. Che vi piaccia o no: io non ci metterei la firma, però "ci casco" ancòra e lo ammetto pubblicamente.
Chi scrive è stato soggiogato da alcune puntate televisive dedicate al lavoro in uno stabilimento balneare in California ch'è più movimentato del Pilastro dei tempi "belli", in cui i bagnini hanno la responsabilità ed il piglio dell'uomo-di-legge del far-west, fanno a botte con i forestieri e collaborano con la polizia locale. Altrochè gli inchiodi alle bionde tedesche - con risultato garantito - nello stile romagnolo !
La serie televisiva "Baywatch" ha sfondato nella tele globale incrociando uno script molto semplice - da telefilm d'azione alla Chuck Norris - con i corpi da bambole delle bagnine che ci hanno lavorato negli anni e da qui la bagnina C. J. Parker è decollata per lo star-system e non è più scesa. Un icona moderna di donna che usa e si fa usare: con le operazioni di chirurgia plastica sul corpo - labbra e seno su tutte - ed il marketing agrodolce tra il video-hard casalingo della prima notte con il neo marito Tommy Lee - batterista dei Motley Crue  - e l'impegno animalista per la Peta .
Una "realdoll" che si lascia anche plasmare e strapazzare ma alla fine vince sempre, nella quale l'ostentazione-kitsch di labbra eccessivamente riempite comunica esplicitamente la voglia di arrivare qualunque sia il prezzo da pagare e questo dettaglio colpisce ed eccita.
L'ennesimo esempio di come l'Amerika riesca ciclicamente ad imporre un proprio format locale - magari banale e di cattivo gusto - al mondo intero, impacchettato come si deve con le belle donne : facile e già visto, ma loro ci riescono davvero bene in quello che fanno. In positivo e in negativo battono ancòra il tempo che viviamo.

Ecco una breve biografia della diva dalla pelle crème-caramel: Pamela Denise Anderson è nata il primo luglio del 1967 in Canada - Ladysmith, British Columbia - ed appena vagisce ottiene il primo successo della sua vita : è il primo neonato del centenario dell'indipendenza del paese, ed i suoi genitori ricevono un cospicuo premio in denaro. Normale il rendimento a scuola con discreti risultati nello sport e la passione per il sassofono. Il sorriso pieno di energia solare e la pelle dorata e splendente come quella della carrozzeria di una Cadillac "vintage" stridono con il freddo del grande nord americano e nello yearbook dell'ultimo anno della high-school manifesta il sogno della vita : "To be a californian beach boom".
Si sposta a Vancouver per cercare di "sfondare", un giorno va a vedere con gli amici una partita di football amerikano della Canadian Football League (leggermente diverso da quello yankee perchè il campo è più grande - si gioca in 12 anzichè in 11 - bisogna conquistare 10 yards con 3 soli tentativi ed è quindi esasperato il gioco aereo) e durante l'intervallo il cameramen dello stadio cerca un bel volto da visualizzare sullo schermo gigante.
Ovviamente tra decine di migliaia di spettatori coglie il bel viso sorridente di Pamela ed esplode il boato del pubblico: incredibile ma vero, se la Labatt - il più importante birrificio nazionale - la sceglierà come testimonial dei propri prodotti.
Ovviamente un fotografo la convincerà a posare nuda per "Playboy" e nell'ottobre del 1989 è sulla copertina. Poi "Baywatch", il matrimonio con Tommy Lee, i film di serie b/z e il resto.
E' l'oggetto del desiderio per il fantomatico giornalista kazako Borat nel film-evento del 2006 - ed uscito in italia solo ora - che sbarca in Amerika con l'intima intenzione di sposarla.

Una filmografia dei serial televisivi più importanti e dei lungometraggi :

"Baywatch" (serie tv 1992 - 1997)
"Snapdragon" (1993)
"Come die with me" (tv, 1994)
"Raw justice" (1994)
"Naked souls" (1995)
"Barb wire" (1996)
"Pam & Tommy Lee : Stolen honeymoon" (1998)
"V.I.P." (serie tv, 1998 - 2002)
"Stripperella" (cartone di Stan Lee : solo voce, 2003)
"Stacked" (serie tv, 2005 - 2006)
"Borat" (2006)
"Blond and blonder" (in produzione, 2007)

La scheda completa in imdb è all'indirizzo : http://www.imdb.com/name/nm0000097 .

Bufalo (copyright 2007 Eravamotreamicialpub.it)


P.S. sul sito del Bufalo altre foto e news sulla Pamelona, clickando QUI
postato da: antropophagus alle ore 22:07 | link | commenti
categorie: cinema, trash, biografie
sabato, marzo 03, 2007

Tornano le grandi biografie

Bruno Mattei - il mercenario

Grazie all'ottimo FilmBrutti.com oggi ci occupiamo della vita e delle opere di uno dei nostri "autori" preferiti


Autore: Marchiño

Un autentico mito italiano del cinema trash, un audace quanto spregevole manipolatore della macchina da presa, un abile ed infaticabile film-maker, capace di sfruttare tutto quello che ha a disposizione e di girare un intero lungometraggio senza spendere una lira: in una sola parola, un mercenario.
Tutto questo è Bruno Mattei, il subdolo regista iniziatore o terminatore di numerosi sottogeneri cinematografici, che sotto le mentite spoglie di Vincent Dawn (e molti altri), ci ha regalato indimenticabili pagine di cinema di serie b.

Nato a Roma il 30 luglio del 1931, Bruno Mattei ha fin da subito assecondato la sua passione per il cinema, dedicandosi da giovanissimo al montaggio per poi approdare alla sua prima regia nel 1969 con “Armida, il dramma di una sposa”. Poliedrico, versatile, sempre abilissimo a cavalcare l’onda, Mattei ha diretto film di ogni genere, dal porno-soft all’horror, dal nazi-porno al mondo-movie, dal western al film di azione fantascientifico, riuscendo sempre ad imprimere alla pellicola il suo stile eccessivo e smaccatamente volgare, che lo ha reso un’icona dei film a basso costo.

Mai la costante mancanza del benché minimo budget ha rappresentato, per Mattei, un ostacolo alle riprese, poiché le sue innate risorse di regista trash e la totale mancanza di ritegno nei confronti dell’establishment cinematografico gli hanno consentito di ricorrere, nel momento del bisogno, ai più malvagi sotterfugi: sceneggiature copiate ed unite in deliranti pastiche (“Terminator 2 – Shocking dark”), sfruttamento di scenografie allestite per altri film (“Rats – Notti di terrore”, girato a Cinecittà prima che le scenografie di un western di Leone fossero smantellate), inserimento di scene tratte da documentari (“Virus”) o riciclaggio di scene di suoi stessi film (ancora “Virus”, che contiene molte alcune scene del precedente “Nuova Guinea: l’isola dei cannibali”).

Molte, nell’arco della sua carriera, sono state le collaborazioni (Lucio Fulci, Joe D’Amato, Jesus Franco), ma il sodalizio artistico più importante è stato sicuramente quello con lo sceneggiatore CLAUDIO FRAGASSO, con il quale ha composto quella che è stata definita “la coppia omicida del cinema italiano”. Del proprio compagno di scorribande, Mattei soleva dire: “E’ uno che fa un gran chiasso e non capisce un c…”

Del buon Mattei è stato detto che è il regista più delirante ed eccessivo, capace di estremizzare ed esasperare qualsiasi sottogenere o cliché cinematografico: questa sua caratteristica gli ha ovviamente precluso le simpatie della stampa specialistica, che fin da subito lo ha etichettato come “uno di quei registi che girerebbero di tutto pur di far soldi”. Memorabile questo scambio di battute durante un’intervista: “Ha mai ripreso un lebbroso vero per risparmiare sul make-up?” “Veramente no, ma mi hai dato un’idea!”.

Notevole è anche questo aneddoto: subentrato a Fulci, che aveva abbandonato il set, nella regia di Zombi 3, Mattei e Fragasso pensarono di omaggiare in una scena il mitico Lucio, facendo bruciare vivo in un rogo un uomo dalle sembianze identiche a quelle del regista di “Voci dal profondo”.

Poiché un elenco degli oltre 100 film girati da solo o in collaborazione dal nostro buon Bruno sarebbe inutilmente lungo, vogliamo concludere questo tributo al suo genio elencando gli innumerevoli pseudonimi di cui si è servito nell’arco della sua splendida carriera (probabilmente per non compromettersi mai del tutto):

Vincent Dawn
Jimmy Matheus (Matteus)
Jordan B Matthews
J Metheus
Stefen Oblowski
Werner Knox
Axel Berger
Herik Montgomery
Pierre LeBlanc
Claude Borrois
Michael Gardoso
Bruno Cardodo
John Coline
Anthony Gray
Frank Klox
William Snyder
Bob Hunter
David Graham
Norman Dawn
Gilbert Roussel
William Russell

="MatteiVirus"

tratto da FilmBrutti.com

In chiusura, alcune curiosita'.

1) lo pseudonimo piu' usato da Mattei, Vincent Dawn e' un omaggio al capolavoro di George Romero "Dawn of the dead", da noi noto come Zombi 1 , record d'incasso nella stagione '78/'79 .

2) per chi e' di Bologna e zone limitrofe il Resto del Carlino dell'epoca riportava che nell'estate 1992, mentre era attesa l'uscita del Terminator 2 originale di James Cameron con Schwarzenegger, in alcune sale fu <<astutamente>> fatto riuscire l'apocrifo di Mattei.
Il Tribunale di Roma comunque ha stabilito che il film di Matttei e' pienamente legittimo perche' girato precedentemente (e' del 1989). Ad ogni modo, per evitare ulteriori noie il film all'estero fu distribuito col titolo "Shocking Dark".

3) recentemente in edicola e' stato avvistato in una collana di dvd horror "La tomba" di un certo DAVID HUNT. Indovinate chi si cela dietro tale pseudonimo ?

postato da: antropophagus alle ore 15:46 | link | commenti (6)
categorie: cinema, trash, biografie, bruno mattei