Natale a New York
regia di Neri Parenti, Italia, 2006
Ole!
regia di Carlo Vanzina, Italia, 2006
E tu vivrai nel terrore ... L'aldila'
regia di Lucio Fulci, Italia, 1981
Prologo, girato in seppia:
Louisiana, 1927.
La folla inferocita lincia, crocifiggendo e gettando dell'acido in faccia, un pittore satanista reo di aver aperto una delle 7 porte dell'Inferno, situata nei sotterranei di un albergo.
Storia principale, a colori.
50 anni dopo Lisa (Catriona MacColl, la musa dei migliori horror di Fulci), squattrinata artista newyorkese, eredita l'albergo di cui sopra e decide di riaprirlo,
nonostante una misteriosa ragazza cieca (CINZIA MONREALE, gia' protagonista di Buio Omega, qui bionda) la inviti a desistere.
Durante i lavori di restauro, pero', cominciano a succedere fatti inquietanti e alcune morti orribili. La porta infatti si e' riaperta ed e' l'inizio della fine per l'umanita'.
Gore abbondante.
Leggendaria la fine del futuro prof. Michele Mirabella (saccente conduttore di raitre), orribilmente divorato dai ragni.
Non male anche il chiodo che trapassa il cranio, un classico fulciano (vedi Olga Karlatos in Zombi2).
La lunga scena con l'inseguimento da parte degli zombi che precede il finale mal si inserisce nello sviluppo della trama, ma fu inserita su pressione dei distributori tedeschi che avevano finanziato il film dopo che Fulci aveva avuto grande successo con Zombi 2.
Bellissima la fotografia e i caratteristici lunghi movimenti di macchina.
Rientra tra i film prodotti da FABRIZIO DE ANGELIS (il quale a sua volta, passato dietro la mdp, sotto lo pseudonimo Larry Ludman ci regalera' Il ragazzo dal kimono d'oro con KIM ROSSI STUART) che costituiscono l'apice della carriera di Fulci (1979-1982) e gli sono valsi la notorieta' mondiale. Gli altri sono: "Zombi2", "Paura nella citta' dei morti viventi", "Black cat - Il Gatto nero", "Quella villa accanto al cimitero", "Lo squartatore di New York".
E' considerato dalla critica ormai pacificamente il suo capolavoro: << ... tra i piu' visionari del fantastico italiano, e capace di creare un mondo in preda a un caos apocalittico, al di fuori di qualunque logica interna o esterna al genere. >> (Il Mereghetti, Dizionario dei film 2006)
Noi, in buona compagnia della figlia ANTONELLA FULCI, gli preferiamo in assoluto i gialli degli anni '70 ("Una sull'altra", "Una lucertola dalla pelle di donna", "Non si sevizia un paperino", "Sette note in nero") e, tra gli horror, il piu' gore Paura nella citta' dei morti viventi.
Ancora pero' non abbiamo capito cosa intendesse L'Autore quando lo definiva un horror <<alto,artaudiano>>.
Per approfondimenti sull'Autore:
Bruschini e Tentori, "Lucio Fulci, il poeta dellla crudelta'", ed. Mondo ignoto, 2004
Albiero e Cacciatore, "Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci", ed. Un mondo a parte, 2004
Il capolavoro noir di Umberto Lenzi:
Milano Odia La polizia non puo' sparare
regia di Umberto Lenzi (Italia, 1974).
Anzitutto chiariamo un equivoco: contrariamente a quanto farebbe supporre il titolo (il cui significato sarà chiaro solo nel finale), la Polizia ha in questo film ha un ruolo solo marginale .
La trama infatti verte intorno alle gesta efferate di Giulio Sacchi (TOMAS MILIAN), un criminale psicopatico, ubriaco e drogato pronto a tutto, anche ad uccidere, per i tanto agognati soldi. Per sua mano moriranno cosi' un vigile urbano che lo coglie in divieto di sosta davanti a una banca mentre fa il palo per una rapina (questa scena e' molto apprezzata dai nostri amici) ed un metronotte che lo sorprende a scassinare un distributore automatico che contiene solo 600 £ (vabbe' che era il 1974, pero' restano sempre poche).
Per svoltare Giulio Sacchi organizza con GINO SANTERCOLE (nipote di CELENTANO e autore di "Una carezza in un pugno") e RAY LOVELOCK il colpo della vita: un sequestro a scopo di estorsione. Fermamente convinto che <<per condannare uno all'ergastolo, ci vogliono prove piu' alte del grattacielo Pirelli>> e intenzionato a non lasciare testimoni, non esitera' a sbarazzarsi di chiunque possa ostacolare i suoi piani: i noleggiatori di armi, la fidanzata, la vittima del rapimento, persino i suoi stessi complici. Puntualmente assolto per insufficienza di prove, dovra' vedersela con il commissario HENRY SILVA ("l'attore con la faccia di gomma" di solito grande intreprete di ruoli da gangster, vedi La Mala ordina e Il Boss di FERNANDO DI LEO).
Sicuramente ha influito sulla futura produzione tarantiniana la scena nella quale il protagonista, introdottosi in una villa, dopo aver abusato dei presenti (uomini inclusi), li appende ad un lampadario, recita una predica e li finisce con una raffica di mitra.
Alcune scene di inseguimento in auto con la BMW serie 2 bianca sono palesemente riciclate dal precedente Milano trema: la polizia vuole giustizia di Sergio Martino (1973), prodotto sempre dal fratello Luciano Martino, e si possono vedere, oltre che in decine di altri poliziotteschi successivi, anche nel recente video di PIOTTA "La mia banda suona hip hop" che omaggia il genere.
Notevole la colonna sonora di ENNIO MORRICONE.
Per calarsi meglio nella parte Tomas Milian beveva e si impasticcava realmente sul set, in ossequio al metodo Stanislasky che aveva appreso all'Actor's Studio di New York. Il personaggio di Giulio Sacchi rappresenta una pietra miliare nella sua carriera e anticipa un altro cattivissimo, Il gobbo malefico presente nei successivi film diretti da Lenzi "Roma a mano armata" e "Il cinico, l'infame e il violento", dove fronteggia il commissario per eccellenza del nostro poliziesco MAURIZIO MERLI e "La banda del gobbo", dove ha come gemello buono Er Monnezza, il quale a sua volta anticipa il maresciallo Nico Giraldi detto "Er Pirata" che gli ha dato imperitura fama.
Umberto Lenzi, regista di grande mestiere abituato a cambiare genere, inventore del filone cannibalesco con "Il paese del sesso selvaggio" nel 1972, seguito da "Cannibal Ferox" e "Mangiati vivi", autore di thriller lounge come "Orgasmo", "Così dolce così perversa" e "Paranoia", di film di guerra, dello zombie-movie "Incubo sulla citta' contaminata", di seguiti apocrifi de La Casa di Sam Raimi, di improbabili peplum (Zorro contro Maciste) si conquista con questa opera e con le successive interpretazioni di Maurizio Merli ("Roma a mano armata", "Napoli violenta") un posto di spicco nel panorama del Poliziottesco all'italiana.
Come ha scritto Paolo Mereghetti (Il Mereghetti, Dizionario dei film 2006): "Un film di genere efficace, disturbante ma capace di parlare di un'epoca: è ora di deporre i preguidizi" [sottolineatura nostra, NdR].
Per la sua violenza cupa ed eccessiva il film e' tuttora bandito dalla TV.
Ampia comunque la reperibilità in dvd, sia da solo che in pregevole cofanetto assieme al citato Milano Trema La polizia vuole giustizia, e' recentemente stato riproposto anche in edicola.