Breve introduzione al genere poliziottesco (bozza)
"Poliziottesco" era il termine utilizzato dalla critica "impegnata" degli anni '70 per disprezzare i film polizieschi all'italiana che allora riscuotevano grande successo al botteghino (anche per gli elementi ivi contenuti: scazzottate, inseguimenti in auto, belle donne ...), come testimoniato anche dal famoso episodio del "Secondo Tragico Fantozzi", nel quale gli impiegati si ribellano al direttore che li obbliga a vedere la "Corazzata Potemkin" proiettando "Giovannona coscialunga", "L'esorciccio" (titoli realmente esistenti) e "La polizia s'incazza" (titolo di fantasia per riassumere il genere).
L'inizio della fortuna del genere viene convenzionalmente fatto risalire a "La polizia ringrazia" di Stefano Vanzina del 1972, ma e' indubbio che vi siano autorevoli precursori come "Banditi a Milano" di Carlo Lizzani o i film sulla mafia di Damiano Damiani. Dopo il successo di Vanzina tutti i registi commerciali (formatisi con altri generi come peplum, thriller, spaghetti western) si butteranno sul genere e prolifereranno i film con "La polizia" nel titolo. Dopo l'apoteosi nella seconda meta' degli anni '70 il genere, come prima lo spaghetti western, sfociera' nella sua parodia, i film di Er Monnezza interpretati da Tomas Milian. Al giorno d'oggi restano solo delle modeste fiction televisive.
Attori simbolo sono Maurizio Merli, Tomas Milian, Franco Nero.
I registi piu' singificativi, tra i tanti transitati nel genere, sono Umberto Lenzi e Enzo G. Castellari.
Un posto a parte occupa Fernando Di Leo, amatissimo dai cultori del poliziottesco anche se i suoi film sono piu' propriamente dei noir e hanno come soggetto principale la delinquenza e non la polizia che ricopre un ruolo marginale o del tutto assente.
Quentin Tarantino e' un grande appasionato e riconosce esplicitamente il suo debito verso questi autori, anche se probabilmente molti appassionati di Tarantino neppure li conoscono.
Persino Nanni Moretti nel Caimano manifesta nostalgia per il tempo che fu, quando la nostra industria cinematografica era forte e produceva tali prodotti.
Col tempo, tali film sono stati rivalutati prima dai fan (tra i quali ovviamente questa redazione) e successivamente dalla critica. Per es. a proposito di uno dei film piu' famosi e riusciti, "Milano odia: la polizia non puo' sparare" il dizionario di Mereghetti così si esprime: << ... efficace, disturbante ma capace di parlare di un'epoca: é ora di deporre i pregiudizi.>>
Recentemente vari videoclip musicali (es. Piotta, Vinylistic) rendono omaggio al genere.
Al giorno d'oggi il termine si e' evoluto da dispregiativo ad identificativo tra i (sempre piu' numerosi) appassionati, un po' come Nigga per gli afroamericani o Queer per i gay.
Risorse bilbiografiche (assolutamente non esaustive!)
- Cinici, infami, violenti, AA.VV., ed. Bloodbuster, 2005
- Italia odia. il cinema poliziesco italiano di Roberto Curti, ed. Lindau, 2006
Internet:
- Pollanet Squad, che riporta anche le critiche publicate sulla stampa dell'epoca.