Coprocinefilia e riflessioni in ordine sparso sul Cinema di genere

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Altra scena memorabile che ci colpi' da bambini l'uccisione di Nello Pazzafini, <<colpevole>> di aver fatto una soffiata alla Polizia: prima viene evirato con un rasoio e poi finito con una raffica di mitra da Mezzogiorno. Sua la storica frase: <<La legge e' come la minchia, si allunga e si ritira a seconda dei casi>>
In conlusione <<Un Paolella da antologia>> per Steve Della Casa.
P.S. Ultimo aggiornamento: dal sito ufficiale della Cineteca di Bologna scheda completa del film, comprensiva dei luoghi della citta' dove e' ambientato il film: http://tinyurl.com/qe8sc
Eccezziunale … veramente: capitolo secondo... me
regia di Carlo Vanzina (Italia, 2006)
soggetto di Carlo Vanzina, Enrico Vanzina e Diego Abatantuono
Ahi ahi ahi, ci dispiace tantissimo parlar male dei Vanzina, che abbiamo sempre difeso strenuamente anche in epoche precedenti l’attuale recupero critico in ottica trash e stracult, ma stavolta proprio ce tocca.
Ovviamente prima della visione non ci illudevamo sulla possibilita' di ripetere il capolavoro che fu Eccezzziunale … veramente: e' mutato il contesto, mancano le idee, gli attori, i caratteristi, la crisi del cinema in generale, il rapporto con
Pero’, pur con gli accennati limiti, si potevano ottenere risultati migliori, come ne Il ritorno del Monnezza, al quale ci eravamo accostati infastiditi per il <<sacrilegio>> e che alla fine ci era tutto sommato piaciuto.
E gia' qui ci permettiamo rispettosamente di dissentire da Sua Maesta' il Mereghetti (che tra i critici <<seri>> resta il nostro preferito proprio per le sue <<aperture>> al cinema di genere) il quale invece condanna Monnezza e assolve la pellicola di cui ci occupiamo in questa recensione.
Ma veniamo all’annunciata stroncatura.
Come nell'originale, da cui riprende i personaggi, il Diegone nazionale (co-autore di soggetto e sceneggiatura come allora) interpreta tre episodi inseriti l’uno nell’altro.
Cosi’ nel primo ritroviamo Donato, il Ras della curva milanista di origini meridionali celebre per lo slogan <<Viuuulenza!>>. Apriamo una parentesi per denunciare la prima colpa gravissima: da quando e' tornato a proporre il personaggio del terrunciello negli ultimi film (Paparazzi, Tifosi) Abatantuono NON PARLA PIU' NELLA STESSA MANIERA! Andatevi a rivedere I fichissimi, il primo Eccezzziunale … veramente o Attila flagello di Dio se non ci credete. Tornando a Donato, che nel sogno iniziale spiega le sue singolari teorie ai veri giocatori del Milan (chiare le reminiscenze de L’allenatore nel pallone con Lino Banfi, altro remake in cantiere), lo vediamo tornare in Italia dopo anni e ritrovare la sua ex Anna Maria Barbera – Sconsy dalla quale apprende di avere avuto un figlio. Purtroppo per il Ras non solo il figlio e’ un ultra’ interista, ma addirittura crede di essere figlio di Sandrino il mazzolatore, il capo degli interisti gia’ suo acerrimo nemico nel precedente film. E arriviamo alla seconda gravissima lacuna: e’ cambiato l’attore che impersona Sandrino! Che sia una svista come quella di Febbre da cavallo – La mandrakata, dove il personaggio del macellaio cattivo Manzotin e’ stato accantonato perche’ Ennio Antonelli (indimenticato padre di Bruno Sacchi ne I ragazzi della Terza C) e’ stato creduto erroneamente morto?
Il secondo episodio invece riguarda le disavventure di Franco, bauscia interista, scommettitore incallito e perennemente indebitato. E qui possiamo notare la terza gravissima mancanza: tra gli amici interisti del bar non ci sono piu' Boldi e Teocoli, che sicuramente avevano dato un grosso contributo alla riuscita del primo film. Come compagni di sventure di Diego troviamo i fidi Ugo Conti (gia’ presente nel primo Ecceziunale) e un redivivo Mauro di Francesco, entrambi pero’ invecchiati e appesantiti come il protagonista, e Raffaello Tonon di Guida al campionato. Divertente il ritorno di Nino Frassica nei panni (ovviamente) del mafioso.
Nel terzo il camionista juventino e tamarrissimo Tirzan si risveglia dal coma dopo 10 anni, ma non ricorda nulla del proprio passato. Scopre di avere per moglie la bonissima Sabrina Ferilli (che ci piacerebbe vedere piu’ spesso e soprattutto piu’ spogliata! ). Solo che, come in Letto a tre piazze di papa’ Steno (alias Stefano Vanzina, grandissimo autore di commedie ma anche iniziatore del periodo d’oro del poliziottesco all’italiana col grande successo La polizia ringrazia) lei nel frattempo ha intrecciato una relazione con un altro uomo (Carlo Buccirosso, che gia’ non ci aveva fatto ridere nel seguito di Febbre da Cavallo) e non sa piu’ chi scegliere. Della confusione approfittera’ il giovane e aitante dottore che seguiva Tirzan in ospedale. Purtroppo Abatantuono e Buccirosso non sono Toto’ e Peppino e il terzo incomodo non e’ Aroldo Tieri. 
Se nel capostipite le reali simpatie calcistiche di Diego trasparivano soltanto dall’interpretazione piu’ intensa della parte del milanista, qui calca decisamente la mano con varie battute sull’Inter e gli interisti.
Notevoli anche i punti di riferimento degli autori quando mettono in bocca a Franco la battuta: - Ti porto a vedere un kolossal: Boldi e De Sica!
Di certo in comune col modello hanno gli incassi: 3 milioni di Euro solo nel primo weekend, e non e’ Natale !
All'uscita, unanime il commento degli amici: <<una discreta c...ata!>> 
P.S. Curiosita' il Ras si chiama Donato Cavallo come il donnaiolo interpretato da Luigi De Filippo (figlio di Peppino) in Chi si ferma e' perduto di Sergio Corbucci (autore del nostro cult western Django da non confondersi col fratello Bruno, che e' invece il regista della serie dei film del Monnezza), sempre con Toto' e Peppino.





) oggi fa l'ambulante a Campo dei Fiori. Interprete tra l'altro di Il saprofita di Sergio Nasca, I padroni della citta' di Fernando Di Leo, Zombi 2 di Fulci; 









Sono reperibili vhs in varie lingue e un dvd americano region free, quindi leggibile anche da noi. Il dizionario Stracult di Marco Giusti riporta che era gia' difficilissimo da vedere alla sua uscita perche' ebbe una distribuzione solo regionale, tant'e' che ci sono dei disperati che si guardano il vhs olandese ... noi ci siamo ridotti a vedere quello francese.


Natale a Miami
Regia di Neri Parenti (Italia, 2005)

Dopo i <<lenti>> (per dirla con Celentano) Natale in India e Christmas in love, c'era grande attesa per il nuovo cinepanettone natalizio con Boldi e De Sica. Le premesse per creare l'evento c'erano tutte: e' ufficialmente l'ultimo, almeno per ora, film della premiata (non certo dalla critica !) coppia e tutti i media ne hanno parlato.
Obiettivo raggiunto: sin dalla sua uscita domina il box office e ad oggi ha superato i 20 milioni di euro, battendo la concorrenza degli assai piu' costosi Cronache di Narnia della Disney e King Kong di Peter Jackson (gia' autore di capolavori trash underground come Bad Taste o Splatters - gli schizzacervelli poi convertitosi, ahinoi, ai blockbuster). Discorso a parte merita Pieraccioni, gia' protagonista due anni fa di una rimonta che lo vide alfine vincitore della battaglia di Natale, che si fa sempre piu' vicino anche quest'anno avendo incassato di piu' nel weekend della Befana. Insomma, diciamo che dal punto di vista economico il cinema italiano questo Natale non piange (profilo artistico escluso).
Ciò premesso, se vi piace il genere, il film fa ridere più dei suoi due predecessori.
La storia ovviamente e' inesistente, e la trama e' solo un esile pretesto per inanellare una serie di gag visive, come di consueto per Neri Parenti, non a caso autore di quasi tutta la saga cinematografica di Fantozzi.
La volgarita' è spinta come si conviene, con il sesso naturalmente a farla da padrona.
Cosi' abbiamo Boldi alle prese con una moglie zoccola, pardon fedifraga (Caterina Vertova, volto abituale delle fiction TV: Commesse, Incantesimo, Il bello delle donne ... ), che lo lascia per un'altra donna medico naturopata (dal che il dubbio amletico: - Sara' Uomo o naturopata? quando viene a sapere dell'ennesimo cambio di amante di lei) e decide di partire per Miami aggregandosi al figlio e agli amici mentre Christian, sempre a Miami, deve resistere (ovviamente invano) alla fregola erotica della lolita Vanessa Hassler (Sfiga, eh?
), figlia del suo migliore amico Ghini il quale se la intende a sua volta con la ex moglie di Christian a insaputa di questo.
Boldi ovviamente dovra' subire di tutto, compreso il culone del campione di wrestling Rikishi sulla faccia, in omaggio all'attualita'. Per inciso il vero valore di queste pellicole sta proprio nella funzione di tramandandare ai posteri canzoni, vestiti, fotomodelle/attrici, automobili, show televisivi ecc ... che vanno di moda quando viene realizzato il film.
Tra le gag fantastica quando Boldi scopre che le presunte ragazze che ha rimorchiato in discoteca sono in realta' quattro travoni (altro omaggio all'attualita'?
) e cerca di comunicarlo a gesti ai suoi compagni di sventura. Nel medesimo episodio grande anche la battuta del mucciniano Giuseppe Sanfelice: - Ragazzi, la mia c'ha un clitoride cosi'!, equivocando sulla vera natura della partner ...
Per gli amanti del gore, Boldi e De Sica si imbattono anche in un feroce serial killer che ha l'abitudine di fare a pezzi le vittime con la motosega e di mangiarne i testicoli. Proprio qui si raggiunge l'apice della volgarita' (con conseguenti immancabili polemiche) ma anche delle risate: i nostri eroi, infatti, nella cucina abbandonata di questo trovano quelle che credono polpette e una salsiccia e se le mangiano di gusto, con tanto di commenti positivi, salvo poi vomitare quando poco dopo la polizia scientifica modello CSI - Miami (altro spunto attuale) li informa delle usanze dell'assassino e capiscono il vero oggetto del loro spuntino! In questo contesto si inserisce anche lo scambio di battute che si vede nel trailer: De Sica (brandendo, non visto da Boldi, la motosega del mostro): - Lei si intende di seghe? e l'altro: - Beh, da giovane come tutti, poi ho perso un po' la mano ... Ma cosa dice, sporcaciun!
Grazie alla nuova legge che consente il c.d. product placement, la pubblicita' torna ai fasti che avevano negli anni '70 (quando però era vietata) l'acqua Pejo di Monnezza e Marlboro e J&B nei film di Fernando Di Leo (o in Paura in citta' di Giuseppe Rosati con Maurizio Merli). Ci sono infatti numerosi e insistiti primi piani di videofonini con logo e suonerie della TIM (guarda caso la stessa azienda i cui spot De Sica interpreta in TV), e ad un certo punto suona anche Love Generation di Bob Sinclar (che e' si' un grande successo degli ultimi mesi ma e' anche, sempre guarda caso, colonna sonora dei suddetti spot).
Tra i ruoli di contorno discreta prova per le new entries, i Vj's di MTV Francesco Mandelli e Paolo Ruffini, reduce dall'ultima edizione di Stracult in TV, grande esperto di cinema di genere, tra gli animatori dell'associazione Nido del cuculo e del Joe D'Amato Horror Festival e autore di un libro sul cinema.
Tra le donne la mamma Raffaella Berge' e' anche meglio della figlia Hassler, secondo un cliche' ormai ricorrente.
Poco convincente invece a nostro parere Massimo Ghini, bravo attore gia' apprezzato tante volte nel ruolo del figlio di puttana, che nelle intenzioni della produzione dovrebbe costituire il nuovo compagno di De Sica nei film a venire. Eppure qui sentiamo che non funziona appieno.
Nell'auspicare il prossimo ritorno di Boldi, intanto aridetece Enzo Salvi - Er Cipolla!









La bestia in calore
di Ivan Kathansky alias Paolo Solvay alias Luigi Batzella (Italia, 1977)

Uno degli esempi piu' deliranti del nazi-porno (nell'aggettivo ci sono almeno 2 errori come spiegato sotto!) all'italiana e capolavoro <<teorico>> del grande caratterista Salvatore Baccaro, tanto da meritarsi la copertina del Dizionario dei film Stracult di Marco Giusti, il quale rivendica anche la primogenitura della scoperta critica. Appena realizzerete CHI era Baccaro, uomo orrendo con una testa di caprone e delle manacce enormi gia' visto mille volte nei b-movies degli anni '70, anche voi non resisterete alle risate e non potrete non convenire con noi sulla folle genialità di chi ha pensato di utilizzarlo nel ruolo.
Il Nostro idolo, per l'occasione ribattezzato Sal Boris, interpreta un mostro arrapato (La Bestia in calore del titolo, anche se Exxagon's Rextricted suggerisce una diversa chiave di lettura), frutto di non meglio precisati esperimenti, che vive rinchiuso in una gabbia ripreso col grandangolo mentre brutalizza fino alla morte tutte le prigioniere che gli vengono date in pasto (anche letteralmente) dai nazisti. Lo alleva la sadica dottoressa delle SS Macha Magall. Memorabili le movenze e i grugniti della Bestia durante i suoi bestiali amplessi.

Altri ricordano che il film contiene alcune delle scene piu' di cattivo gusto dell'intera cinematografia italiana: una castrazione (a dire la verita' poco convincente: se l'interprete l'avesse subita veramente avrebbe urlato e si sarebbe dimenato ben di piu' di quanto non faccia nella pellicola!) e sopratutto il famoso pasto a base di peli pubici insanguinati appena strappati alla vittima.
Secondo noi e' geniale anche questa inquadratura della sadica dottoressa che assiste a una flagellazione mentre in secondo piano la Bestia si inchiappetta la vittima di turno.

Da saltare tranquillamente con l'avanti veloce le inutili scene di guerra, riciclate da un precedente film dello stesso Batzella, Quando suona la campana, che vorrebbero dare invano un senso alla storia. Il capolavoro e' compiutamente espresso nella folle genialita' delle scene interpretate da Baccaro.
In conclusione, a nome dei brutti della redazione vorremmo esprimere la nostra solidarieta' agli eredi Baccaro e contestare la tesi di fondo: ma perche' uno, solo perche' e' brutto, deve essere per forza un mostro arrapato da laboratorio del sesso ??? 
P.S. una precisazione sul c.d. filone nazi-porno: contrariamente a quanto farebbe supporre l'aggettivo, non vi sono in realta' vere scene hard nel senso corrente del termine (penetrazione completa, ecc ...) ed e' assente qualsiasi significato politico: i costumi da nazisti sono solo un pretesto per mostrare un po' di atrocita', che comunque non fanno alcuna impressione al giorno d'oggi.