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lunedì, gennaio 30, 2006

Un poliziottesco girato a Bologna nel '77!

La Polizia e' sconfitta aka Stunt Squad

regia di Domenico Paolella (Italia, 1977)
con Vittorio Mezzogiorno, Marcel Bozzuffi, Riccardo Salvino, Nello Pazzafini

La polizia e' sconfitta - locandina

Dopo tanti anni la nostra ricerca e' finalmente terminata.
Da questo film nasce il nostro interesse per il genere poliziottesco e le lunghe ore trascorse sui palinsesti notturni per vedere i film con MAURIZIO MERLI.
Lo vedemmo infatti per la prima volta da bambini su una TV locale, e abbiamo impiegato molti anni per ritrovarlo.
Qualche anno fa, solo grazie a siti come l'ottimo Pollanet Squad, la scoperta del titolo. Dopodiche' la dura realta': era irreperibile, anche per chi millantava chissa' quali agganci (gli <<imbazzati>>, come si dice da queste parti) nella distribuzione. Al massimo si trovava in vendita sul web un vhs greco con sottotitoli a un prezzo folle ... Di passaggi in TV manco a parlarne .
Ma recentemente e' ri-uscito in DVD, e costa pure poco!

Venendo allo specifico dell'opera, e' una sorta di remake ultraviolento del gia' notevole Quelli della Calibro 38 di Massimo Dallamano (ex direttore della fotografia nei western di Sergio Leone e autore di alcuni nostri cult personali quali Cosa avete fatto a Solange? e La fine dell'innocenza) con gli stessi protagonisti, il commissario Marcel Bozzuffi (grande duro del cinema francese, gia' killer marsigliese ne Il braccio violento della legge di William Friedkin) e il suo fido Riccardo Salvino, che imbastiscono una squadra speciale di motociclisti-giustizieri (dal che il titolo per l'esportazione: Stunt Squad) per combattere ad armi pari la sempre piu' dilagante ed efferata criminalita'. In particolare danno la caccia al feroce bandito Vittorio Mezzogiorno (futuro commissario Licata nella Piovra televisiva e padre di Giovanna), capo del racket delle estorsioni che terrorizza la citta' facendo esplodere i negozi di chi non paga il pizzo (e che indossa per tutto il film lo stesso giubbotto di pelle a torso nudo in ogni evenienza: di giorno, di notte, all'aperto, al chiuso, al night, durante le sparatorie ... un vero tamarro, insomma )
Vittorio Mezzogiorno

Ovviamente, trattandosi di un poliziottesco, non possono mancare le scene di stunt e gli inseguimenti in auto/moto che meritano un paragrafo a parte.
A un certo punto, mentre gli agenti speciali si addestrano in numeri che sembrano piu' da circo che da polizia (tiro a bersaglio dalla moto in impennata, salti nei cerchi di fuoco ...) il commissario e' costretto a richiamarli all'ordine: -basta giocare, andate a lavorare!
Tiro a bersaglio in impennata
Notevole l'entrata in azione a seguito di un allarme rapina della brigata speciale, che ovviamente non puo' uscire da un normale cancello o garage bensi' scende in moto le scalinate del Pincio (L'uscita della Montagnola dal lato dell'Autostazione, se siete delle nostre parti)! Al che il commento del nostro collaboratore Pagliaccio Italiano: -Brigata speciale?? Brigata di maragli! (equivalente bolognese di tamarri/coatti)
Scalinata del Pincio
Grandioso anche l'inseguimento tra una Giulia e una moto sotto il portico di San Luca!

San Luca


Altra scena memorabile che ci colpi' da bambini l'uccisione di Nello Pazzafini, <<colpevole>> di aver fatto una soffiata alla Polizia: prima viene evirato con un rasoio e poi finito con una raffica di mitra da Mezzogiorno. Sua la storica frase: <<La legge e' come la minchia, si allunga e si ritira a seconda dei casi>>

In conlusione <<Un Paolella da antologia>> per Steve Della Casa.

P.S. Ultimo aggiornamento: dal sito ufficiale della Cineteca di Bologna scheda completa del film, comprensiva dei luoghi della citta' dove e' ambientato il film: http://tinyurl.com/qe8sc

postato da: antropophagus alle ore 00:06 | link | commenti (22)
categorie: recensioni, cinema, trash, poliziottesco, domenico paolella
domenica, gennaio 29, 2006

Eccezziunale … veramente: capitolo secondo... me
regia di Carlo Vanzina (Italia, 2006)
soggetto di Carlo Vanzina, Enrico Vanzina e Diego Abatantuono

Eccezzziunale veramente - locandina

Ahi ahi ahi, ci dispiace tantissimo parlar male dei Vanzina, che abbiamo sempre difeso strenuamente anche in epoche precedenti l’attuale recupero critico in ottica trash e stracult, ma stavolta proprio ce tocca.
Ovviamente prima della visione non ci illudevamo sulla possibilita' di ripetere il capolavoro che fu Eccezzziunale … veramente: e' mutato il contesto, mancano le idee, gli attori, i caratteristi, la crisi del cinema in generale, il rapporto con la TV ... i soliti problemi che hanno decretato la fine del cinema di genere.
Pero’, pur con gli accennati limiti, si potevano ottenere risultati migliori, come ne Il ritorno del Monnezza, al quale ci eravamo accostati infastiditi per il <<sacrilegio>> e che alla fine ci era tutto sommato piaciuto.

E gia' qui ci permettiamo rispettosamente di dissentire da Sua Maesta' il Mereghetti (che tra i critici <<seri>> resta il nostro preferito proprio per le sue <<aperture>> al cinema di genere) il quale invece condanna Monnezza e assolve la pellicola di cui ci occupiamo in questa recensione.

Ma veniamo all’annunciata stroncatura.
Come nell'originale, da cui riprende i personaggi, il Diegone nazionale (co-autore di soggetto e sceneggiatura come allora) interpreta tre episodi inseriti l’uno nell’altro.

Cosi’ nel primo ritroviamo Donato, il Ras della curva milanista di origini meridionali celebre per lo slogan <<Viuuulenza!>>. Apriamo una parentesi per denunciare la prima colpa gravissima: da quando e' tornato a proporre il personaggio del terrunciello negli ultimi film (Paparazzi, Tifosi) Abatantuono NON PARLA PIU' NELLA STESSA MANIERA! Andatevi a rivedere I fichissimi, il primo Eccezzziunale … veramente o Attila flagello di Dio se non ci credete. Tornando a Donato, che nel sogno iniziale spiega le sue singolari teorie ai veri giocatori del Milan (chiare le reminiscenze de L’allenatore nel pallone con Lino Banfi, altro remake in cantiere), lo vediamo tornare in Italia dopo anni e ritrovare la sua ex Anna Maria Barbera – Sconsy dalla quale apprende di avere avuto un figlio. Purtroppo per il Ras non solo il figlio e’ un ultra’ interista, ma addirittura crede di essere figlio di Sandrino il mazzolatore, il capo degli interisti gia’ suo acerrimo nemico nel precedente film. E arriviamo alla seconda gravissima lacuna: e’ cambiato l’attore che impersona Sandrino! Che sia una svista come quella di Febbre da cavallo – La mandrakata, dove il personaggio del macellaio cattivo Manzotin e’ stato accantonato perche’ Ennio Antonelli (indimenticato padre di Bruno Sacchi ne I ragazzi della Terza C) e’ stato creduto erroneamente morto?

Il secondo episodio invece riguarda le disavventure di Franco, bauscia interista, scommettitore incallito e perennemente indebitato. E qui possiamo notare la terza gravissima mancanza: tra gli amici interisti del bar non ci sono piu' Boldi e Teocoli, che sicuramente avevano dato un grosso contributo alla riuscita del primo film. Come compagni di sventure di Diego troviamo i fidi Ugo Conti (gia’ presente nel primo Ecceziunale) e un redivivo Mauro di Francesco, entrambi pero’ invecchiati e appesantiti come il protagonista, e Raffaello Tonon di Guida al campionato. Divertente il ritorno di Nino Frassica nei panni (ovviamente) del mafioso.

Nel terzo il camionista juventino e tamarrissimo Tirzan si risveglia dal coma dopo 10 anni, ma non ricorda nulla del proprio passato. Scopre di avere per moglie la bonissima Sabrina Ferilli (che ci piacerebbe vedere piu’ spesso e soprattutto piu’ spogliata! ). Solo che, come in Letto a tre piazze di papa’ Steno (alias Stefano Vanzina, grandissimo autore di commedie ma anche iniziatore del periodo d’oro del poliziottesco all’italiana col grande successo La polizia ringrazia) lei nel frattempo ha intrecciato una relazione con un altro uomo (Carlo Buccirosso, che gia’ non ci aveva fatto ridere nel seguito di Febbre da Cavallo) e non sa piu’ chi scegliere. Della confusione approfittera’ il giovane e aitante dottore che seguiva Tirzan in ospedale. Purtroppo Abatantuono e Buccirosso non sono Toto’ e Peppino e il terzo incomodo non e’ Aroldo Tieri.

Se nel capostipite le reali simpatie calcistiche di Diego trasparivano soltanto dall’interpretazione piu’ intensa della parte del milanista, qui calca decisamente la mano con varie battute sull’Inter e gli interisti.
Notevoli anche i punti di riferimento degli autori quando mettono in bocca a Franco la battuta: - Ti porto a vedere un kolossal: Boldi e De Sica!
Di certo in comune col modello hanno gli incassi: 3 milioni di Euro solo nel primo weekend, e non e’ Natale !

All'uscita, unanime il commento degli amici: <<una discreta c...ata!>>

P.S. Curiosita' il Ras si chiama Donato Cavallo come il donnaiolo interpretato da Luigi De Filippo (figlio di Peppino) in Chi si ferma e' perduto di Sergio Corbucci (autore del nostro cult western Django da non confondersi col fratello Bruno, che e' invece il regista della serie dei film del Monnezza), sempre con Toto' e Peppino.

postato da: antropophagus alle ore 22:31 | link | commenti
categorie: recensioni, cinema, trash, commedia, carlo vanzina
martedì, gennaio 24, 2006

Prossimamente su questi schermi ...

Pink Flamingos
di John Waters (USA, 1972)

Pink Flamingos - locandina

Significativamente sottotitolato <<Un esercizio di cattivo gusto>>
postato da: antropophagus alle ore 22:27 | link | commenti (2)
categorie: cinema, trash
sabato, gennaio 21, 2006

Endgame - Bronx lotta finale aka Gioco finale aka I mutanti aka Le gladiateur du futur
regia di Steven Benson (alias Aristide Massaccesi meglio noto come Joe D'amato, Italia, 1983)

Endgame - locandina
Frase di lancio: For An "Endgame" Champion In The Year 2025, There's Only One Way To Live. Dangerously.

Un gioiellino. Per molti ll piu' bel film di Joe D'amato e secondo Steve Della Casa il migliore postatomico italiano. Pare che lo stesso Massaccesi ne andasse giustamente fiero. E' incredibile il risultato ottenuto nonostante gli scarsissimi mezzi a disposizione. Guardate su che razza di catorci sono costretti a viaggiare i protagonisti nell'ipotetico futuro (i veicoli assurdi, assieme ai costumi, sono una peculiarita' di tutti i postatomici):



La location e' un' ex fornace abbandonata nei dintorni di Roma, già vista in numerosi film, sopratutto poliziotteschi (es. La banda del Gobbo di Umberto Lenzi con Tomas Milian)

Il soggetto (di Joe D'amato e GEORGE EASTMAN) contiene idee interessanti, ispirate a La decima vittima di Elio Petri e Rollerball di Norman Jewison. A sua volta sara' ripreso dal posteriore Running man - L'implacabile di Paul Michael Glaser (l'ex Starsky della serie TV Starsky e Hutch) con Schwarzenegger.

Tanto per chiarire subito il genere, il film comincia con una bella esplosione nucleare.
Segue la storia vera e propria: Ron Shannon (Al Cliver), campione di Endgame, sport violentissimo dove moderni gladiatori si sfidano alla morte davanti alle telecamere per il piacere dei telespettatori (ai tempi non sapevano ancora che si sarebbero chiamati reality show), viene ingaggiato da Lilith (Laura Gemser) per condurla assieme a un gruppo di mutanti telepatici come lei in salvo dalle autorita' militari che li vogliono sterminare. Per l'impresa Shannon mette insieme un manipolo di guerrieri invincibili. Affrontereranno varie peripezie e colpi di scena. Buoni il ritmo e la messa in scena.
Spettacolari le battaglie (ben coreografata quella contro i monaci malvagi, infatti nel cast c'e' anche il maestro d'armi Franco Ukmar) e le scene con le moto, non per niente Massaccesi diresse anche film di guerra e western.



Notevole il personaggio tenebroso di GEORGE EASTMAN, che inizia come avversario di Shannon nell'
Endgame e poi si unisce agli altri eroi.
Se vi interessa una trama dettagliatissima la trovate su Mondo Culto, noi ci limitamo a dirvi che e' abbastanza avvincente per invitarvi alla visione.
Il sito Cold Fusion ci informa che il numero di uccisioni (body count) nel film ammonta a ben 161.

Degno di particolare approfondimento il cast per veri cultori del trash:
- Al Civer alias Pier Luigi Conti, dopo una <<brillante>> carriera di attore (tanto che Lucio Fulci lo aveva soprannominato Tufus per via delle doti: dal marmo puoi trarre un capolavoro invece il tufo resta sempre pietra ) oggi fa l'ambulante a Campo dei Fiori. Interprete tra l'altro di Il saprofita di Sergio Nasca, I padroni della citta' di Fernando Di Leo, Zombi 2 di Fulci;


- Laura Gemser (per l'occasione Moira Chen), l' attrice feticcio del regista, protagonista della serie Emanuelle che ha reso D'Amato famoso in tutto il mondo. Purtroppo qui, contrariamente al resto della sua filmografia, e' sempre vestitissima e ci concede solo questo fugace topless:


- Il compianto Gabriele Tinti, nella vita marito della suddetta, mascherato da Gus Stove;


- GEORGE EASTMAN (alias Luigi Montefiori), altro nome abituale nella filmografia di Massaccesi, anche in veste di sceneggiatore, gia' protagonista assoluto di ANTROPOPHAGUS, e che e' possibile vedere, oltre che in quasi tutti i postatomici, anche in film di Kirk Douglas (!) o nell'accoppiata Regalo di Natale - La rivincita di Natale di Pupi Avati (noi l'abbiamo scoperto li' e poi siamo venuti a conoscenza dei suoi trascorsi trash). Del suo personaggio abbiamo già detto;


- Il mitico Gordon Mitchell , vera colonna portante del trash italiano, anche fisicamente. Culturista americano immigrato in Italia all'epoca d'oro del peplum (L'ira di Achille, Maciste contro i Ciclopi ...) e poi abilmente riciclatosi nei generi piu' disparati: dallo spaghetti western (aveva anche allestito un finto villaggio country vicino a Roma dove si giravano i prodotti piu' economici, come quelli di Demofilo Fidani nei quali Massaccesi era operatore) al poliziottesco, all'horror (Terror! Il castello delle donne maledette, Frankenstein 80) alle commedie ... Tornato in patria negli ultimi anni, e' possibile ammirarlo ancora in film adolescenziali-vacanzieri tipo Bikini Party. Qui è il cattivo colonnello Morgan, capo della dittatura che organizza l'Endgame e vuole l'Olocausto i mutanti.


- Nello Pazzafini (in versione Nat Williams), simpatico picchiatore dalla faccia sorniona visto mille volte in peplum, spaghetti western, poliziotteschi, film con Bud Spencer & Terence Hill ... Viene castrato e finito con una raffica di mitra in LA POLIZIA E' SCONFITTA (vedi recensione). E' anche l'energumeno che sfascia la macchina a Fantozzi quando la Sig.na Silvani gli dice: - Siete tre stronzi!
(Ma in Fantozzi non potete riconoscerlo per via della barba)


- Mario Pedone, il Franchino hippy-autostoppista con ascella micidiale che farà innamorare la Sig.na Silvani in Fantozzi subisce ancora.


- Il giapponese Al [Haruiko] Yamanouchi, altro campione del menàmose all'italiana, presente in vari postatomici e horror, in film di Pieraccioni (Il pesce innamorato), della Gialappa's (Tutti gli uomini del deficiente), in Nirvana di Salvatores, in varie fiction per la tv, Diavolo nel superflop
di Celentano Joan Lui. Mimo-attore-coreografo-regista, tiene anche dei corsi. Per gli interessati c'e' il sito ufficiale. Qui è il micidiale Ninja, in grado di uccidere un uomo con un solo colpo di karate (come ci dimostra pochi minuti dopo l'inizio del film)


- Bobby Rhodes, il nostro negrone made in Livorno, che oltre a vari film di azione, guerra, horror, ecc .. puo' vantare la presenza in capisaldi della commedia scoreggiona come Paulo Roberto Cotechino centravanti di sfondamento e W la foca!. Notevole il costume da gladiatore con le penne!


- Pietro Ceccarelli, gia' invincibile gladiatore nei film di Michele Lupo. E' l'uomo-pesce (ovviamente un mutante) che violenta la Gemser nell'immagine precedentemente riportata.


E veniamo ai dolori: per la serie nemo propheta in patria e' introvabile in Italia. Sono reperibili vhs in varie lingue e un dvd americano region free, quindi leggibile anche da noi. Il dizionario Stracult di Marco Giusti riporta che era gia' difficilissimo da vedere alla sua uscita perche' ebbe una distribuzione solo regionale, tant'e' che ci sono dei disperati che si guardano il vhs olandese ... noi ci siamo ridotti a vedere quello francese.
Se per caso ne avete una copia italiana parliamone! 

P.S. Quasi tutte le immagini sono tratte da NANARLAND
postato da: antropophagus alle ore 18:54 | link | commenti (1)
categorie: recensioni, cinema, trash, reality show, postatomico, joe damato

Prossimamente su questi schermi ...

Buio Omega aka Beyond the darkness aka  Blue Holocaust

regia di Joe D'Amato (alias Aristide Massaccesi)

Buio Omega - locandina

Il capolavoro horror di Joe D'Amato
postato da: antropophagus alle ore 18:52 | link | commenti
categorie: cinema, trash, horror
venerdì, gennaio 13, 2006

La fiaccola olimpica di Torino 2006

fiaccola olimpica


Che bello! ho appena assistito di persona al passaggio del testimone tra 2 tedofori.
OK ... OK ... non c'entra niente con l'argomento tipico del blog però non succede tutti i giorni.
Chissa' se lo rivedro' ancora in futuro.

Possa lo spirito dell'antica Olimpia illuminarvi.

P.S. a quanto pare sono stato fortunato, pochi minuti dopo sono scoppiate le contestazioni ...
postato da: antropophagus alle ore 19:30 | link | commenti (1)
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Natale a Miami
Regia di Neri Parenti (Italia, 2005)

locandina Natale a Miami

Dopo i <<lenti>> (per dirla con Celentano) Natale in India e Christmas in love, c'era grande attesa per il nuovo cinepanettone natalizio con Boldi e De Sica. Le premesse per creare l'evento c'erano tutte: e' ufficialmente l'ultimo, almeno per ora, film della premiata (non certo dalla critica !) coppia e tutti i media ne hanno parlato.
Obiettivo raggiunto: sin dalla sua uscita domina il box office e ad oggi ha superato i 20 milioni di euro, battendo la
concorrenza degli assai piu' costosi Cronache di Narnia della Disney e King Kong di Peter Jackson (gia' autore di capolavori trash underground come Bad Taste o Splatters - gli schizzacervelli poi convertitosi, ahinoi, ai blockbuster). Discorso a parte merita Pieraccioni, gia' protagonista due anni fa di una rimonta che lo vide alfine vincitore della battaglia di Natale, che si fa sempre piu'  vicino anche quest'anno avendo incassato di piu' nel weekend della Befana. Insomma, diciamo che dal punto di vista economico il cinema italiano questo Natale non piange (profilo artistico escluso).

Ciò premesso, se vi piace il genere, il film fa ridere più dei suoi due predecessori.
La storia ovviamente e' inesistente, e la trama e' solo un esile pretesto per inanellare una serie di gag visive, come di
consueto per Neri Parenti, non a caso autore di quasi tutta la saga cinematografica di Fantozzi.
La volgarita' è spinta come si conviene, con il sesso naturalmente a farla da padrona.
Cosi' abbiamo Boldi alle prese con una moglie zoccola, pardon fedifraga (Caterina Vertova, volto abituale delle fiction TV: Commesse, Incantesimo, Il bello delle donne ... ), che lo 
lascia per un'altra donna medico naturopata (dal che il dubbio amletico: - Sara' Uomo o naturopata? quando viene a sapere dell'ennesimo cambio di amante di lei) e decide di partire per Miami aggregandosi al figlio e agli amici mentre Christian, sempre a Miami, deve resistere (ovviamente invano) alla fregola erotica della lolita Vanessa Hassler (Sfiga, eh?  ), figlia del suo migliore amico Ghini il quale se la intende a sua volta con la ex moglie di Christian a insaputa di questo.

Boldi ovviamente dovra' subire di tutto, compreso il culone del campione di wrestling Rikishi sulla faccia, in omaggio all'attualita'. Per inciso il vero valore di queste pellicole sta proprio nella funzione di tramandandare ai posteri canzoni, vestiti, fotomodelle/attrici, automobili, show televisivi ecc ... che vanno di moda quando viene realizzato il film.
Tra le gag fantastica quando Boldi scopre che le presunte ragazze che ha rimorchiato in discoteca sono in realta' quattro
travoni (altro omaggio all'attualita'? ) e cerca di comunicarlo a gesti ai suoi compagni di sventura. Nel medesimo episodio grande anche la battuta del mucciniano Giuseppe Sanfelice: - Ragazzi, la mia c'ha un clitoride cosi'!, equivocando sulla vera natura della partner ...

Per gli amanti del gore, Boldi e De Sica si imbattono anche in un feroce serial killer che ha l'abitudine di fare a pezzi le vittime con la motosega e di mangiarne i testicoli. Proprio qui si raggiunge l'apice della volgarita' (con conseguenti immancabili polemiche) ma anche delle risate: i nostri eroi, infatti, nella cucina abbandonata di questo trovano quelle che credono polpette e una salsiccia e se le mangiano di gusto, con tanto di commenti positivi, salvo poi vomitare quando poco dopo la polizia scientifica modello CSI - Miami (altro spunto attuale) li informa delle usanze dell'assassino e capiscono il vero oggetto del loro spuntino! In questo contesto si inserisce anche lo scambio di battute che si vede nel trailer: De Sica (brandendo, non visto da Boldi, la motosega del mostro): - Lei si intende di seghe? e l'altro: - Beh, da giovane come tutti, poi ho perso un po' la mano ... Ma cosa dice, sporcaciun!

Grazie alla nuova legge che consente il c.d. product placement, la pubblicita' torna ai fasti che avevano negli anni '70 (quando però era vietata) l'acqua Pejo di Monnezza e Marlboro e J&B nei film di Fernando Di Leo (o in Paura in citta' di Giuseppe Rosati con Maurizio Merli). Ci sono infatti numerosi e insistiti primi piani di videofonini con logo e suonerie della TIM (guarda caso la stessa azienda i cui spot De Sica interpreta in TV), e ad un certo punto suona anche Love Generation di Bob Sinclar (che e' si' un grande successo degli ultimi mesi ma e' anche, sempre guarda caso, colonna sonora dei suddetti spot).

Tra i ruoli di contorno discreta prova per le new entries, i Vj's di MTV Francesco Mandelli e Paolo Ruffini, reduce dall'ultima edizione di Stracult in TV, grande esperto di cinema di genere, tra gli animatori dell'associazione Nido del cuculo e del Joe D'Amato Horror Festival e autore di un libro sul cinema.
Tra le donne la mamma Raffaella Berge' e' anche meglio della figlia Hassler, secondo un cliche' ormai ricorrente.
Poco convincente invece a nostro parere Massimo Ghini, bravo attore gia' apprezzato tante volte nel ruolo del figlio di
puttana, che nelle intenzioni della produzione dovrebbe costituire il nuovo compagno di De Sica nei film a venire. Eppure qui sentiamo che non funziona appieno.

Nell'auspicare il prossimo ritorno di Boldi, intanto aridetece Enzo Salvi - Er Cipolla!

postato da: antropophagus alle ore 12:33 | link | commenti (1)
categorie: recensioni, cinema, trash, commedia, neri parenti
mercoledì, gennaio 11, 2006

Antropophagus

Antropophagus

Italia, 1980, 81' (o 92'?),
regia: Joe D'Amato [Aristide Massaccesi];
soggetto: George Eastman [Luigi Montefiori], Aristide Massaccesi;
sceneggiatura: Luigi Montefiori.

Cast: Tisa Farrrow (Julie), Saverio Vallone (Alan), Vanessa Steiger [Serena Grandi] (Carol), Mark Bodin (Daniel), George Eastman [Luigi Montefiori] (Klaus Weltman/Antropophagus), Margaret Donnelly [Mazzantini] (Maggie), Bob Larson (Harold), Rubina Rey (Arlette), Zora Kerowa [Zora Ulla Keslerowa] (Ruth), Simone Baker, Mark Logan.

Cosi' ne parla il "Dizionario dei film Stracult" di Marco Giusti, ed. Frassinelli, 2004 [le aggiunte delle immagini sono nostre]:

"Ineguagliato cannibal-movie della coppia D'Amato-Montefiori. Forse il loro punto piu' alto, se sostenete lo splatterume degli effetti speciali.



Giuseppe Salza lo battezza come "un hopus viscerale su un cannibale che finita la carne degli altri, si mette a divorare se stesso. Tra le sue fauci passa Tisa Farrow, sorella di Mia ...".



Per Spaghetti Nightmares e' "uno dei simboli del gore all'italiana". Delirium lo bolla come un sogno splatter che diventa realta', un film che "offre alcuni dei momenti piu' disgustosi della storia del cinema". E, ancora: "Il dialogo e' risibile, la recitazione di legno, la fotografia fa schifo, la musica consiste in poco piu' di qualche rumore elettronico incredibilmente irritante", ma certo "cosa ti puoi aspettare da un film che termina con il cattivo che si mangia i suoi intestini?".



Il tutto si svolge in un'isoletta sull'Egeo, dove un gruppo di villeggianti italiani ha la sciagurata idea di approdare. E li' incontrano George Eastman nei panni del cannibale, un mostro voracissimo che si dara' un sacco da fare.



A Zora Kerowa viene tagliata la gola e poi cade in mezzo ai resti di altri cadaveri ricoperti da vermi veri.



Ma la scena clou e' quella del mostro che divora un feto. "Dio solo sa cosa hanno creduto di vedere! Era solo un coniglio spellato a cui avevamo appiccicato un budellino che doveva fare il cordone ombelicale. Poi avevamo spruzzato tutto di sangue" (Massaccesi).



Tra i primi film di Serena Grandi.



In Inghilterra hanno passato una scena del film in tv come se fosse un vero snuff-movie."

Aggiungiamo solo che si tratta del primo film per Margaret Mazzantini, nei panni di una ragazza cieca che percepisce in anticipo la vicinanza del mostro, ma che ciò nonostante non riuscirà ad evitare una fine tragica.

Margaret Mazzantini

P.S. un chiarimento sullo spelling: Antropophagus e' il titolo originale italiano, Anthropophagous per i mercati esteri, francese in particolare.
postato da: antropophagus alle ore 23:58 | link | commenti (4)
categorie: recensioni, cinema, trash, horror, pajata, joe damato
martedì, gennaio 10, 2006

La bestia in calore

di Ivan Kathansky alias Paolo Solvay alias Luigi Batzella (Italia, 1977)

La Bestia in calore - locandina

Uno degli esempi piu' deliranti del nazi-porno (nell'aggettivo ci sono almeno 2 errori come spiegato sotto!) all'italiana e capolavoro <<teorico>> del grande caratterista Salvatore Baccaro, tanto da meritarsi la copertina del Dizionario dei film Stracult di Marco Giusti, il quale rivendica anche la primogenitura della scoperta critica. Appena realizzerete CHI era Baccaro, uomo orrendo con una testa di caprone e delle manacce enormi gia' visto mille volte nei b-movies degli anni '70, anche voi non resisterete alle risate e non potrete non convenire con noi sulla folle genialità di chi ha pensato di utilizzarlo nel ruolo.

Il Nostro idolo, per l'occasione ribattezzato Sal Boris, interpreta un mostro arrapato (La Bestia in calore del titolo, anche se Exxagon's Rextricted suggerisce una diversa chiave di lettura), frutto di non meglio precisati esperimenti, che vive rinchiuso in una gabbia ripreso col grandangolo mentre brutalizza fino alla morte tutte le prigioniere che gli vengono date in pasto (anche letteralmente) dai nazisti. Lo alleva la sadica dottoressa delle SS Macha Magall.  Memorabili le movenze e i grugniti della Bestia durante i suoi bestiali amplessi.


Altri ricordano che il film  contiene alcune delle scene piu' di cattivo gusto dell'intera cinematografia italiana: una castrazione (a dire la verita' poco convincente: se l'interprete l'avesse subita veramente avrebbe urlato e si sarebbe dimenato ben di piu' di quanto non faccia nella pellicola!) e sopratutto il famoso pasto a base di peli pubici insanguinati appena strappati alla vittima.

Secondo noi e' geniale anche questa inquadratura della sadica dottoressa che assiste a una flagellazione mentre in secondo piano la Bestia si inchiappetta la vittima di turno.

 

Da saltare tranquillamente con l'avanti veloce le inutili scene di guerra, riciclate da un precedente film dello stesso Batzella, Quando suona la campana, che vorrebbero dare invano un senso alla storia. Il capolavoro e' compiutamente espresso nella folle genialita' delle scene interpretate da Baccaro.

In conclusione, a nome dei brutti della redazione vorremmo esprimere la nostra solidarieta' agli eredi Baccaro e contestare la tesi di fondo: ma perche' uno, solo perche' e' brutto, deve essere per forza un mostro arrapato da laboratorio del sesso ???

P.S. una precisazione sul c.d. filone nazi-porno: contrariamente a quanto farebbe supporre l'aggettivo, non vi sono in realta'  vere scene hard nel senso corrente del termine (penetrazione completa, ecc ...) ed e' assente qualsiasi significato politico: i costumi da nazisti sono solo un pretesto per mostrare un po' di atrocita', che comunque non fanno alcuna impressione al giorno d'oggi. 

postato da: antropophagus alle ore 19:47 | link | commenti (6)
categorie: recensioni, cinema, trash, naziporno, luigi batzella